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Agenzia di web marketing a Firenze

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Ecco cosa fare per avere un sito internet di successo in quanto

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Con un piano di web marketing adatto alle tue esigenze, vedrai crescere la tua attività in modo costante e produttivo, oltre che molto redditizio. in quanto 

Perchè affidarsi a dei professionisti? in quanto

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Se ne vuoi uno  così,  ci vuole un progetto personalizzato fatto da professionisti.

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Gli utenti sono pigri e si fermano ai primi risultati dei motori di ricerca, ecco perchè funzionano solo i siti aziendali posizionati nelle prime pagine ed ecco perchè hai bisogno, per lanciare il tuo brand, di un  web marketing mirato. Il tutto creato da  professionisti di altissimo livello. in quanto 

La Nardoni web è un’agenzia di web marketing composta da un team di professionisti,  seri e preparati, di specialisti SEO,  social media manager,  copywriter,   videomaker, grafici e web designer pronti a creare per il tuo brand un app, un blog, un video o quant’altro serva a far splendere il tuo brand tra mille altri e a  farti trovare dai tuoi futuri clienti in modo semplice e  rapido.in quanto 

La qualità, la competenza e la passione per il web dell’agenzia  fiorentina Nardoni  sono la garanzia per un ottimo risultato. Da migliaia di click! in quanto agenzia di web marketing a Firenze

 

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Le 11 regole della sicurezza su Internet e cosa non fare

Le 11 regole della sicurezza su Internet e cosa non fare

Sommario: Anche se le applicazioni giocano un ruolo maggiore nelle interazioni quotidiane online della maggior parte delle persone rispetto ai siti web tradizionali, questo non significa che le regole di base della sicurezza su Internet siano cambiate. Gli hacker sono ancora a caccia di informazioni personali che possono usare per accedere alla vostra carta di credito e alle informazioni bancarie.

Navigare in modo insicuro può portare anche altre minacce – da commenti personali imbarazzanti o immagini che, una volta online, sono quasi impossibili da cancellare, al mescolarsi con persone con cui si preferirebbe non avere niente a che fare.

Ecco 11 regole di sicurezza online da seguire per evitare di mettersi nei guai online (e fuori).

🗃️ 1. Mantieni le informazioni personali professionali e limitate

I potenziali datori di lavoro o clienti non hanno bisogno di sapere il tuo stato civile o il tuo indirizzo. Quello che hanno bisogno di sapere è la tua esperienza, il tuo percorso di carriera e come mettersi in contatto con te. Non daresti informazioni puramente personali a sconosciuti quindi non darle a milioni di persone su Internet.

🔐 2. Tenere le impostazioni della privacy attivate

I marketer amano sapere tutto di te, e lo stesso fanno gli hacker. Entrambi possono imparare molto dalla tua navigazione e dall’uso dei social media. Ma potete prendere in mano le vostre informazioni e la sicurezza wifi. Come sottolinea Lifehacker, sia i browser web che i sistemi operativi mobili hanno impostazioni per proteggere la tua privacy online. I principali siti web, come Facebook, hanno anche impostazioni per migliorare la privacy. Queste impostazioni sono a volte (deliberatamente) difficili da trovare perché le aziende vogliono le vostre informazioni personali per il loro valore commerciale. Assicurati di aver attivato queste protezioni della privacy e tienile attivate.

⛓ 3. Pratica la navigazione sicura

Se non scegliete di camminare in un quartiere pericoloso, non visitate i quartieri pericolosi su Internet. I criminali informatici usano contenuti luridi come esca. Sanno che le persone sono a volte tentate da contenuti dubbi e possono abbassare la guardia quando li cercano. La demarcazione di Internet è piena di trappole difficili da vedere, dove un click incauto potrebbe esporre dati personali o infettare il tuo dispositivo con malware. Resistendo all’impulso, non si dà nemmeno una possibilità agli hacker.

🌐 4. Assicurati che la tua connessione internet sia sicura. Utilizzare una connessione VPN sicura

Quando ci si connette a Internet in un luogo pubblico, per esempio utilizzando una connessione Wi-Fi pubblicanon si ha alcun controllo diretto sulla sua sicurezza. Gli esperti di cybersecurity aziendale si preoccupano degli “endpoint” – i luoghi dove una rete privata si connette al mondo esterno. Il tuo endpoint vulnerabile è la tua connessione Internet locale. Assicurati che il tuo dispositivo sia sicuro e, in caso di dubbio, aspetta un momento migliore (cioè fino a quando puoi connetterti a una rete Wi-Fi sicura) o cerca di connetterti con la tua connessione mobile prima di fornire informazioni come il tuo numero di conto corrente.

Per aumentare ulteriormente la sicurezza della tua navigazione in Internet, usa una connessione VPN (rete privata virtuale) sicura. La VPN ti permette di avere una connessione sicura tra il tuo dispositivo e un server Internet, in modo che nessuno possa monitorare o accedere ai dati che scambi. Per saperne di più su Cos’è una VPN

📥 5. Fare attenzione a ciò che si scarica

Uno degli obiettivi principali dei criminali informatici è quello di indurti a scaricare malware – programmi o applicazioni che portano malware o tentano di rubare informazioni. Questo malware può essere mascherato da un’applicazione – qualsiasi cosa, da un gioco popolare a qualcosa che controlla il traffico o il tempo. Non scaricare applicazioni che sembrano sospette o che provengono da un sito di cui non ti fidi.

💪🏽 6. Scegliere password forti

Le password sono una delle più grandi debolezze dell’intera struttura di sicurezza di Internet, ma attualmente non c’è modo di aggirarle. E il problema con le password è che la gente tende a scegliere password facili da ricordare (come “password” e “123456”), che sono anche facili da indovinare per i ladri informatici. Scegliete password forti che sono più difficili da decifrare per i criminali informatici. Il software di gestione delle password può aiutarvi a gestire e cambiare password in modo da non dimenticarle. Una password forte è una password unica e complessa – almeno 15 caratteri, mescolando lettere, numeri e caratteri speciali.

💳 7. Fai i acquisti online su siti sicuri

Ogni volta che fai un acquisto online, dovrai fornire le informazioni della tua carta di credito o del tuo conto bancario, che è ciò che i criminali informatici vogliono di più. Fornisci queste informazioni solo a siti che offrono connessioni sicure e criptate. Come sottolinea la Boston University, puoi identificare i siti sicuri cercando un indirizzo che inizia con https: (la S sta per secure) piuttosto che semplicemente http: Possono anche essere contrassegnati da un’icona a forma di lucchetto accanto alla barra degli indirizzi.

🤳 8. Fai attenzione a ciò che pubblichi

Internet non ha un tasto di cancellazione, come ha scoperto quel giovane candidato del New Hampshire. Qualsiasi commento o immagine che pubblichi online può rimanere online per sempre, perché cancellare l’originale (ad esempio, da Twitter) non cancella le copie fatte da altri. Non c’è modo di “rimangiarsi” un commento che vorresti non aver fatto, o sbarazzarsi di quel selfie imbarazzante che hai scattato a una festa. Non mettere online niente che non vorresti che tua madre o un potenziale datore di lavoro vedessero.

👨🏻‍💻 9. Fai attenzione a chi incontri online

Le persone che incontri online non sono sempre chi dicono di essere. In effetti, potrebbero anche non essere reali. Come riporta InfoWorld, i falsi profili di social network sono un modo popolare per gli hacker di prendere di mira gli ignari utenti del web e rubare le loro tasche informatiche. Sii prudente e ragionevole nella tua vita sociale online come lo sei nella tua vita sociale di persona.

🛡️ 10. Mantenete aggiornato il vostro software anti-virus

Il software di sicurezza Internet non può proteggere contro tutte le minacce, ma rileverà e rimuoverà la maggior parte dei malware, anche se dovreste assicurarvi che sia aggiornato. Assicurati di stare al passo con gli aggiornamenti del tuo sistema operativo e delle applicazioni che usi. Forniscono un livello vitale di sicurezza.

👻 11.La modalità in incognito di Google Chrome è debole

Il nome stesso “Incognito” dà l’impressione che tutto ciò che fai online non sarà tracciato, ma questo non è il caso di Chrome Incognito.

Anche con la modalità in incognito attivata, il browser Chrome permetterà ancora ai siti web di raccogliere informazioni sulle vostre abitudini di navigazione durante quella sessione, compresi i servizi di Google. Inoltre, il motore di ricerca predefinito è ancora Google, che continua a tracciare il tuo comportamento e può collegare quei dati al tuo indirizzo IP.

C’è un grande passo che puoi fare in Chrome per proteggere la tua privacy di navigazione. Il DNS su HTTPs nasconderà i siti che visitate al vostro provider di Internet e a chiunque altro che snobba la vostra connessione.

Per abilitare questa funzione, aprite le impostazioni di Chrome e cercate “DNS” – o semplicemente cliccate su questo link – e trovate la funzione Secure DNS. Scegli un provider dal menu a discesa “con” (OpenDNS è una buona opzione) e assicurati che il pulsante accanto a “con” sia selezionato.

Mi raccomando!

Tenete a mente queste 11 regole di base della sicurezza di Internet ed eviterete molte delle brutte sorprese che possono capitare agli incauti.

Tradotto in italiano da Enrica da kaspersky.com e Forbes

Le 11 regole della sicurezza su Internet e cosa non fare

Sicurezza Wifi: ecco come proteggere la tua rete domestica

Sicurezza Wifi: ecco come proteggere la tua rete domestica

Sommario: Possiedi un modem WiFi in casa? La sicurezza della tua rete domestica dovrebbe essere la priorità. Leggi la nostra guida per scoprire come controllarla.

In questo articolo parleremo di sicurezza rete WiFi e andremo a vedere come configurarla al meglio. Inoltre analizzeremo quali precauzioni prendere per essere al sicuro da eventuali attacchi informatici che possono violare la nostra privacy. Cominciamo!

La diffusione delle reti WiFi

Nell’ultimo decennio possedere una rete WiFi nella propria abitazione è diventato qualcosa di indispensabile, oggi ancor più dell’avere un numero di telefono fisso.

In particolare l’avvento prepotente degli smartphone e l’economicità delle tariffe, hanno cancellato la necessità di avere “il numero di casa”, essendo ormai raggiungibili ovunque e a prezzi accessibili direttamente dal nostro amico cellulare.

Il contrario è invece successo con le reti WiFi: lo sviluppo tecnologico ha accresciuto in maniera esponenziale il bisogno di rimanere sempre connessi. Dunque ad oggi possedere una connessione internet illimitata nella propria abitazione è diventato un vero e proprio bene primario (e non solo in casa: dai un’occhiata a questo articolo per scoprire i migliori modem portatili in circolazione sul mercato)

L’importanza di un Wifi sicuro

Quindi come abbiamo appena detto, tutti ormai hanno una rete WiFi in casa. Ma quanti invece sanno come proteggerla?

Infatti lo sviluppo tecnologico ha portato tanti benefici, ma anche nuove minacce da tenere in considerazione e che purtroppo invece molte persone sottovalutano pericolosamente. Essere sempre connessi rappresenta un rischio per la sicurezza WiFi, nonché la nostra privacy, che può essere, senza le giuste precauzioni, facilmente violata con conseguenze che vanno dal furto di dati sensibili fino al controllo di tutti gli apparecchi “Smart” presenti in casa, dal proprio pc fino al cancello di casa comandato via wifi dall’app sul proprio telefono.

Il router WiFi, o rete WLAN (Wireless Local Area Network) rappresenta lo snodo principale da cui la rete arriva e si dirama a tutti i nostri accessori che ci rendono connessi. È dunque nostro dovere e interesse creare una protezione WiFi e fare in modo che sia un fortino invalicabile per virus ed hacker, il muro di cinta della parte virtuale della nostra abitazione. Vediamo come.

Proteggere rete WiFi: i migliori consigli per la sicurezza

Andiamo ora ad illustrare una serie di accorgimenti che possono aumentare sensibilmente la WiFi sicurezza della propria rete domestica senza troppa difficoltà. Si tratta infatti di piccoli escamotage di immediata comprensione, che però sono assolutamente efficaci.

Cambiare le credenziali di accesso al pannello di controllo del proprio modem WiFi

Molti ignorano che, oltre alla password per accedere alla rete WiFi, esistono anche delle credenziali di accesso che non servono per connettersi alla rete WiFi, ma al pannello di controllo del modem stesso, per poterne modificare le impostazioni a piacimento. Inoltre spesso queste credenziali sono di default semplicissime, per permettere appunto all’utente di fare il primo accesso e cambiarle. Solitamente sono credenziali del tipo “Admin/Admin” oppure “Admin/1234”.

E’ dunque di fondamentale importanza cambiarle al più presto per aumentare la protezione Wlan e non lasciare una vera e propria autostrada di ingresso alla propria rete domestica.

Come accedere al pannello di controllo e modificare le credenziali

  • Per accedere al pannello di controllo del proprio modem il procedimento è semplicissimo: basta ricercare su Google il proprio indirizzo IP e inserirlo nella barra di navigazione web. Si arriverà così alla pagina del sopracitato pannello di controllo, dove verranno chieste username e password che, con ogni probabilità, saranno quelle default illustrate qualche riga fa.

Come modificare le credenziali di accesso al pannello di controllo

  • Una volta dentro, basterà andare a ricercare la sezione “Manutenzione” o “Amministrazione” per poter facilmente trovare l’impostazione “Cambia nome utente/Password”. A questo punto la cosa migliore da fare sarà quella di inserire credenziali personalizzate, che rispettino alcuni accorgimenti come quello di usare password che contengano numeri, maiuscole, caratteri speciali ed una lunghezza adeguata. Vedremo meglio questo passaggio nel prossimo paragrafo.

Cambiare la password di default per la sicurezza della connessione wifi

Uno dei più grandi errori che possono essere fatti in termini di WiFi sicurezza è, oltre a quello di lasciare le credenziali di accesso alla gestione del modem di default, quello di lasciare anche la password di accesso al WiFi stesso di default.

Spesso queste, a differenza di quelle del pannello di controllo, sono chiavi di accesso anche complicate, ma pur sempre di default. Un eventuale hacker informatico potrebbe, soprattutto conoscendo il tipo di router che sta cercando di violare, risalire alla password di default ed entrare nella vostra rete dalla porta principale.

È dunque importante cambiare la password, ma come? Per una WiFi sicurezza massima, fondamentale è l’uso di una chiave a 24 caratteri, che includano l’uso di maiuscole, minuscole, numeri e anche qualche carattere speciale (# , * , ! , ?, ecc.). Leggi l’articolo dedicato per scoprire passo passo come cambiare la password del proprio modem.

Cambiare e nascondere il nome del SSID

Altro punto semplice, ma essenziale in ottica WiFi sicurezza è quello che riguarda il SSID, ovvero il nome con cui la nostra rete wifi viene rilevata da chi è nelle vicinanze. In questo caso la prima cosa che occorre fare è quella di cambiarne il nome nel caso contenesse:

  1. Il nome dell’operatore che fornisce il modem ed il suo numero di serie (Es. “Vodafone-1234567890”)
  2. Dati personali (nome, cognome, ecc.)

Un altro accorgimento che può tornare utile, ma che allo stesso tempo può anche rivelarsi una leggera seccatura è quello, nei modem dove risulta possibile (in alcuni router questa funzionalità si chiama SSID Broadcast), di nascondere la visibilità del SSID. In altre parole, solo chi conosce il nome esatto della rete sarà in grado di potersi connettere, mentre per tutti gli altri dispositivi la rete WiFi non comparirà nemmeno nell’elenco delle disponibili. Un piccolo trucchetto che regala quel tocco di protezione rete wifi in più alla propria connessione, ora “nascosta”.

Wifi sicurezza: Utilizzare il protocollo di sicurezza adatto

Ad oggi è normale impostare una password per la propria rete wifi domestica e, come abbiamo visto sopra, è importante che essa sia di un certo numero di caratteri, ricca di maiuscole, numeri e simboli. Tuttavia è necessario sapere che dietro alla password del WiFi c’è uno specifico protocollo di codifica e autentificazione che fa in modo che sia il più difficile possibile per un hacker rubare la password per accedere alla rete.

Nel corso degli anni si sono succeduti vari protocolli di codifica, sotto la sigla di WEP, WPA, WPA2 o WPS.

Non ci dilungheremo ora in complicate spiegazioni delle differenze tra i vari standard di codifica, ma basterà sapere che ad oggi WPA2 è il protocollo di gran lunga più sicuro sul mercato, nonché il più moderno.

Cronologicamente infatti si parte dal WEP, il primo ad essere inventato nel lontano 1997, e di conseguenza con diverse falle di sicurezza, soprattutto con il passare degli anni e con lo sviluppo tecnologico.

  • E’ stato quindi creato negli anni successivi, sempre partendo dall’architettura dell’apripista WEP, un nuovo protocollo di codifica, chiamato WPA, e dopo ancora il WPA2.
  • Oggi quasi tutti i modem di nuova generazione usano lo standard WPA2 di default, ma non nei router più datati. Inoltre spesso è  possibile impostare quale protocollo utilizzare. In questo caso, la scelta, come ho appena spiegato, deve ricadere sul WPA2.

Infine esiste un’altra possibilità di accesso alla rete WiFi, nei modem di nuova generazione, chiamata WPS. Non si tratta di un protocollo di codifica come gli altri, ma è pensato per snellire il procedimento di accesso alla rete, premendo un pulsante apposito sul router che consente di bypassare l’inserimento della password.

Il consiglio, nel caso in cui non fosse una funzionalità usata spesso, è quello di disattivare questa impostazione.

Come disattivare il WPS sul proprio modem wifi

Se, come detto precedentemente, non fate grande uso del tasto WPS sul vostro modem wifi, la soluzione migliore è quella di spegnerlo per evitare che un eventuale virus o hacker informatico ne faccia uso per entrare nella rete WiFi domestica.

  • Per fare ciò è necessario ancora una volta entrare nel pannello di controllo del router attraverso l’indirizzo IP e andare, come quando abbiamo illustrato i passaggi per il cambio delle credenziali di accesso, alla sezione “Manutenzione” o “Amministrazione”.
  • A questo punto basterà cliccare sulla sezione dedicata alle impostazioni wireless e disattivare la funzionalità WPS del proprio router.
  • A volte, nonostante il proprio modem supporti il WPS, l’opzione per disabilitarlo non compare nel pannello di controllo, bensì compare una voce relativa ad un PIN. In questo caso, basterà disattivare il PIN per poter spegnere anche la funzionalità WPS.

Componenti di sicurezza wifi aggiuntivi

Come proteggere la rete wireless ancora? Oltre ai protocolli precedentemente esposti, esistono componenti di sicurezza aggiuntiva che possono contribuire a rendere inespugnabile la propria rete wifi. Tra questi ricordiamo:

  1. L’IEEE 802.1X, un protocollo di sicurezza port-based che concede l’accesso agli utenti che cercano di stabilire una connessione solamente dopo l’approvazione e l’esaminazione da parte di un server appositamente dedicato alla funzione di verifica. Il server ricorre a un elenco, che viene impostato precedentemente, che chiarisce se il dispositivo che fa richiesta può ricevere il permesso di collegarsi alla rete wireless. Si tratta di un procedimento di autenticazione basato sull’EAP (Extensible Authentication Protocol), il quale supporta anche il WPA2. Quando WPA2 ed IEEE 802.1X lavorano insieme, si parla di WPA2-1X o WPA2/802.1X.
  2. Intrusion Detection System, dispositivi software o hardware (o a volte la combinazione di entrambi, sotto forma di sistemi stand-alone pre-installati e pre-configurati) utilizzati per identificare accessi non autorizzati ai computer o alle reti locali.
  3. Firewall, un modulo che si occupa di filtrare il traffico in transito dall’esterno. Grazie ad un firewall è possibile filtrare un gran numero di informazioni, ma esiste anche il rischio di rallentare la velocità della connessione e bloccare trasmissioni lecite, rendendolo uno strumento limitante, più che sicuro. Se hai un firewall attivo e pensi di avere una connessione troppo lenta, leggi questo articolo per scoprire come fare uno speed test della connessione.

Wifi sicuro con il filtro degli indirizzi MAC

Un altro valido alleato della propria privacy è il filtro degli indirizzi MAC. Di cosa stiamo parlando?

Un indirizzo MAC è un codice univoco presente in ogni dispositivo contenente una scheda ethernet o wireless che viene inserito dal produttore stesso. Nei modem che presentano questa impostazione è, dunque, possibile attivare un filtro di questi codici unici, che rendono così possibile l’accesso alla rete solamente ai dispositivi presenti nella lista filtro.

Come sta cambiando il modo di fare acquisti: dal digitale al cashback

Come sta cambiando il modo di fare acquisti: dal digitale al cashback

Cashback shopping: in che modo i clienti gratificanti attirano vendite aggiuntive

Lo shopping cashback è una tendenza in crescita nell’e-commerce: sta diventando un’alternativa popolare ai prezzi convenzionali.

I siti web di cashback premiano i clienti quando fanno acquisti online restituendo loro una percentuale di quanto spendono quando acquistano beni e servizi.

Fare acquisti mentre si guadagna denaro suona come un affare vantaggioso per i clienti . Ma per quanto riguarda le aziende? Lo shopping con rimborso è una forma di promozione relativamente giovane e popolare che vede milioni di consumatori in tutto il mondo acquistare da migliaia di rivenditori con conseguenti miliardi di dollari di entrate.

Marco Bertini, professore associato presso Esade, ei suoi coautori Prasad Vana (Tuck School of Business) e Anja Lambrecht (London Business School) rivelano perché gratificare i clienti fa bene agli affari e può generare vendite aggiuntive.

I ricercatori hanno analizzato più di 3,4 milioni di transazioni effettuate dai consumatori nei negozi di cashback . In media, un consumatore ha effettuato un totale di 45 acquisti in 36 giorni, ciascuno del valore di 305 dollari, e ha ricevuto un pagamento di rimborso in 12 giorni, ciascuno del valore di 51 dollari.

  1. I pagamenti di rimborso attirano acquisti aggiuntivi I
    pagamenti di rimborso aumentano la probabilità che i consumatori effettuino un acquisto aggiuntivo tramite il sito Web della società di rimborso.
  2. I pagamenti di rimborso aumentano la dimensione degli acquisti futuri I
    consumatori che ricevono pagamenti di rimborso non solo hanno maggiori probabilità di acquistare di nuovo dalla stessa azienda, ma una volta che lo fanno, aumentano la dimensione del loro acquisto futuro.

“La scoperta che i consumatori sono suscettibili alla promessa di risparmio è sorprendente perché i consumatori sono liberi di spendere i soldi in qualsiasi modo ritengano opportuno, e tuttavia scelgono di spenderli acquistando nuovamente dalla stessa azienda”, affermano gli autori.

Cashback shopping: una tendenza multimilionaria in crescita
La principale società di cashback negli Stati Uniti, Ebates , ha elaborato pagamenti di cashback per oltre 800 milioni di dollari a più di 10 milioni di consumatori da quando ha iniziato ad operare nel 1998.
Nel Regno Unito, Quidco ha elaborato più di 64 milioni di dollari di pagamenti in contanti ai suoi sette milioni di utenti registrati nel solo 2016 e ha facilitato vendite per quasi 1 miliardo di dollari per 4.300 rivenditori.

3 spiegazioni sul comportamento d’acquisto

Gli autori delineano tre possibili spiegazioni che portano i consumatori ad adottare questo comportamento di acquisto.

1. Soldi imprevisti

I dati suggeriscono una possibile spiegazione per questo comportamento: i consumatori percepiscono i pagamenti di rimborso come inaspettati. Questa percezione di centesimi dal cielo spiegherebbe perché i consumatori sono più propensi a spendere pagamenti di rimborso tramite la società di rimborso.

I consumatori percepiscono i pagamenti di rimborso come guadagni inaspettati

2. Dispositivo di pianificazione

Una seconda spiegazione è che i consumatori utilizzano i pagamenti cashback per programmare gli acquisti futuri . Una motivazione può essere finanziaria: i consumatori con problemi di liquidità posticipano la spesa fino a quando non ricevono pagamenti di rimborso e hanno più soldi a portata di mano.

3. Stato transitorio

Gli autori suggeriscono anche che i pagamenti di rimborso potrebbero innescare uno stato transitorio nei consumatori: “È possibile che i pagamenti di rimborso migliorino il proprio umore, o che i consumatori li percepiscano come atti di gentilezza e ricambino spendendo attraverso la società di rimborso. I pagamenti di rimborso possono avere una temporanea effetto sui clienti che aumenta la loro propensione all’acquisto e alla spesa “.

Delle tre possibili spiegazioni, gli autori propongono che quella più probabile sia la prima perché maggiore è il pagamento del rimborso, minori sono gli effetti. “Le persone spendono i guadagni inaspettati nella misura in cui appaiono piccoli cambiamenti privi di significato nella propria ricchezza. Man mano che i guadagni inaspettati crescono, è più probabile che vengano visti come beni e, quindi, più probabilità di essere salvati”.

Negozi generalisti: la scelta preferita

Un altro approfondimento della ricerca rivela che i pagamenti di rimborso influenzano il comportamento di acquisto in modo diverso a seconda del tipo di rivenditore.

“Una volta che i consumatori vengono premiati per i loro acquisti, sono più propensi a spendere i soldi loro restituiti in siti generalisti come i grandi magazzini e meno propensi a farlo in categorie come viaggi e servizi in abbonamento”.

Le società di rimborso sembrano in gran parte inconsapevoli degli effetti dei pagamenti di rimborso. L’analisi propone inoltre che le società di cashback possano aumentare i propri ricavi progettando promozioni che non solo attraggono un acquisto iniziale ma stimolano anche acquisti futuri.

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il web al tempo del covid-19

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Non c’è niente come una crisi per rendere possibile l’impossibile. Nel giro di poche settimane, la vita come la conoscevamo si fermò bruscamente. L’impensabile è successo. A marzo 2020 hanno chiuso scuole, negozi, ristoranti, caffè e musei in tutto il mondo. Le riunioni pubbliche erano vietate. Milioni di persone erano senza lavoro. Le città divennero così deserte che gli animali selvatici iniziarono a vagare per strade solitamente trafficate. I governi stavano distribuendo alcuni dei più generosi pacchetti di stimoli economici mai visti, costeggiando un reddito di base comune – impensabile tra le democrazie liberali occidentali.

Le cose che davamo per scontate divennero improvvisamente estremamente preziose. I nostri riflessi, come “incontriamoci per un caffè”, sono diventati privi di significato. E abbiamo imparato tutti, senza alcuna prova, a essere confinati a casa, dove tutti gli aspetti della vita sarebbero andati avanti in un piccolo spazio. Da lì abbiamo imparato a lavorare, ad andare a scuola, a prenderci cura dei bambini, a cucinare, a divertirci, a giocare e principalmente a vivere in casa, socialmente tagliati fuori. Le persone si trovavano di fronte a una curva di apprendimento ripida sull’uso della tecnologia. Coloro che non avevano mai portato a casa il computer del lavoro sono stati improvvisamente costretti a imparare a utilizzare la tecnologia di videoconferenza. L’insegnamento e l’apprendimento a distanza sono passati da un dibattito sociale alla realtà e “allontanamento sociale” è diventato un termine comune. In molti modi, stavamo pilotando l’aereo mentre stavamo imparando a pilotarlo.

E poi ho notato qualcosa di nuovo. Ho notato che le persone hanno iniziato a utilizzare Internet in un modo molto diverso rispetto a prima della crisi. Le persone stavano davvero parlando sui loro telefoni. Per chiunque abbia più di 30 anni, questo potrebbe sembrare ovvio, ma l’avvento dello smartphone ha ridotto la comunicazione vocale a una funzione accessoria del telefono, sostituita da sms, messaggistica istantanea ed emoji. Le videoconferenze sono esplose, lasciando l’ambiente professionale ed entrando nelle case in pochissimo tempo. “Sei in muto” è diventata una delle frasi più pronunciate e “Zoom” è diventato un verbo (come del resto “Zoom bombing”, una variazione di “photo bombing”, in cui le videoconferenze “gate-crash”, spesso con intenti dannosi).

Durante questo periodo di reclusione, sono rimasto sbalordito dalla creatività dei miei concittadini nell’uso della tecnologia. I concerti virtuali si sono moltiplicati ovunque e, in alcuni casi, intere orchestre professionali hanno suonato su software di videoconferenza, con ogni giocatore confinato nella propria casa e visualizzato in un mosaico di vignette sullo schermo. Il 15 marzo, un rave virtuale della durata di nove ore è stato trasmesso in streaming da un magazzino vuoto di New York a 5.000 ospiti in tutto il mondo, comprese Berlino e Seattle. Il 18 aprile Global Citizen ha organizzato un webcast di otto ore di artisti famosi come Lady Gaga, Stevie Wonder, Paul McCartney, Billie Eilish, i Rolling Stones, Elton John e molti altri che si esibivano dalle loro stesse case. (Solo guardare i Rolling Stones esibirsi dal soggiorno di ogni artista è stato emblematico di quanto siamo arrivati ​​lontano). Il concerto è stato visto 23 milioni di volte in tutto il mondo.

Gli amici si incontrano virtualmente per un drink e i colleghi per l’happy hour, a volte con oltre 30 partecipanti in diversi paesi. I quiz sui pub virtuali intrattengono gli amici. Gli incontri sociali online si sono trasformati in sessioni meditative: un’Instagrammer ha trasmesso in streaming una meditazione dal vivo sul suo account per aiutare 40 spettatori ad affrontare lo stress e l’ansia durante la pandemia. Lo yoga e l’allenamento virtuali sono disponibili per chi non può più andare in palestra. Gli Alcolisti Anonimi tengono riunioni virtuali, comprendendo che l’isolamento è spesso una via di ricaduta. E molti servizi religiosi e cerimonie si sono svolti online, inclusa la Messa di Pasqua di Papa Francesco (che ha offerto una vista incredibile di una chiesa vuota della sua congregazione).

Ci sono molti più diversi atti di solidarietà resi possibili dalla tecnologia. I siti web collaborativi che riuniscono potenziali aiutanti (ad esempio, quelli in grado di fare acquisti per gli anziani) con i bisognosi sono spuntati ovunque. In diversi paesi sono stati organizzati hackathon virtuali che hanno attinto alla saggezza collettiva per affrontare le crisi sanitarie con soluzioni innovative. Nella sola Svizzera, ci sono stati 4.500 partecipanti che hanno lavorato per oltre 48 ore per elaborare 263 progetti durante il fine settimana dal 4 al 5 aprile. Questi sono sforzi di base di successo messi in atto da cittadini interessati in pochissimo tempo.

Tutto questo mi ha fatto fare un passo indietro e riflettere: le persone usano la tecnologia in modo positivo? In questi giorni di quarantena, reclusione e isolamento, la tecnologia sta effettivamente abbattendo le barriere fisiche, avvicinando le persone, piuttosto che allontanarle (come era opinione comune)? Eravamo preoccupati che i nostri figli passassero troppo tempo sugli schermi e avessero dimenticato come socializzare nel mondo fisico, ma ora fanno tutta la scuola online. Con l’autoisolamento delle popolazioni vulnerabili come gli anziani e le persone con disabilità, la videoconferenza è stata una manna dal cielo. Ognuno ha la storia di un nonno che impara a usare un tablet e Skype per la prima volta, dopo aver resistito così a lungo. La tecnologia non ha sostituito l’abbraccio dei nipoti, ma ha sicuramente reso la vita un po ‘più sopportabile.

Oltre ai social media e a Internet in generale, la tecnologia viene utilizzata anche nella lotta per ridurre la diffusione della pandemia rintracciando le infezioni, aiutando a isolare sia i casi che i casi potenziali. Singapore, ad esempio, ha sviluppato un’applicazione chiamata TraceTogether, che consente ai telefoni di scambiare segnali Bluetooth quando i loro utenti sono vicini l’uno all’altro e sono in grado di avvisare gli utenti della vicinanza a una persona infetta. Molti paesi occidentali stanno coordinando lo sviluppo di applicazioni simili. Persino le arcinemiche Google e Apple hanno superato la loro feroce rivalità per collaborare a un’applicazione simile.

Chiaramente, qualsiasi tecnica di sorveglianza è piena di questioni etiche sulla privacy. Ma anche le capacità salvavita e di rallentamento della pandemia di queste tecniche non sono trascurabili, e sarebbe negligente da parte dei governi non considerarle almeno. Questo, ovviamente, apre un vaso di Pandora di dilemmi morali. Fino a che punto ci spingiamo nel salvare la vita delle persone sacrificando la privacy e le libertà civili? Questa è una domanda a cui stiamo lottando per rispondere in modo definitivo. Tali domande, tra l’altro, non sono nuove. In un contesto molto diverso, l’amministrazione Bush ha risposto con il Patriot Act del 2001.

Durante i primi giorni di Internet, c’era una convinzione ottimistica (e alcuni direbbero ingenua) che questa sarebbe stata l’ultima frontiera in cui avremmo costruito un’utopia di uguaglianza, libertà e giustizia. John Perry Barlow ha scritto un manifesto ormai famoso dichiarato a Davos nel 1996 che affermava: “Stiamo creando un mondo in cui tutti possono entrare senza privilegi o pregiudizi accordati dalla razza, dal potere economico, dalla forza militare o dalla stazione di nascita. Stiamo creando un mondo in cui chiunque, ovunque possa esprimere le proprie convinzioni, non importa quanto singolare, senza paura di essere costretto al silenzio o al conformismo “. 

Ora sappiamo che questa era davvero un’utopia. Ho scritto per diversi anni sul nefasto impatto della tecnologia sulla società e sulla democrazia e ho sollevato preoccupazioni sulla natura manipolativa dei social media, la perdita del pensiero critico e l’aumento della disinformazione e della disinformazione. Sono ugualmente preoccupato per la natura che crea dipendenza della tecnologia, perché è – come molte dipendenze – insidiosa. Quindi, alla luce di quanto sopra, dovremmo cambiare idea? La tecnologia si sta rivelando una forza positiva? Il tempo sullo schermo è buono, dopotutto? Abbiamo smesso di essere manipolati? Dovremmo smettere di rendere responsabili GAFA (Google, Apple, Facebook, Amazon)?

A dire il vero, questa crisi non ha cambiato completamente la natura del discorso su Internet. Non illudiamoci. I troll vagano ancora sul web, abbondano disinformazione e disinformazione e la criminalità informatica è persino aumentata. Siamo ancora manipolati. Questa pandemia ha anche amplificato le disuguaglianze sociali. Mentre molti possono continuare a lavorare, anche se da remoto, questi sono i lavoratori della conoscenza, non quelli che sono costretti a essere fisicamente presenti al loro lavoro. Questi ultimi sono generalmente lavoratori a basso salario, ciò che uno scrittore ha chiamato “l’impianto idraulico interno nascosto di una società benestante”, che si espongono al pericolo per garantire che le ruote della società girino senza intoppi. Certo, l’e-learning ha reso possibile l’istruzione continua. Ma non tutti ne hanno beneficiato nella stessa misura, a seconda della loro demografia socioeconomica. Però, non si può negare inoltre che sia avvenuto un cambiamento nel modo in cui Internet viene utilizzato dalla società oggi. Spetta a noi analizzare cosa è successo e perché. Come dovremmo interpretare questo cambiamento e continuerà dopo la crisi?

C’è qualcosa in una crisi globale che unisce le persone contro un nemico comune (qui invisibile). Il coronavirus non fa distinzioni di confini nazionali, sesso o razza. Quando la minaccia è su base planetaria, non è più un caso di “noi contro loro”, perché c’è solo “noi”. La creatività spesso fiorisce anche in tempi di costrizioni, restrizioni e reclusione (è spesso riportato che Shakespeare scrisse King Lear durante la reclusione al tempo della peste – saremmo tutti così creativi). Ciò che questo periodo di reclusione mi dice sul nostro rapporto con la tecnologia è che non dovremmo gettare il bambino con l’acqua sporca. Se usato correttamente, Internet come strumento può essere una forza positiva. Per non abusare di un cliché, un martello è uno strumento che può distruggere anche uno che può costruire, a seconda di come viene utilizzato.La prima legge della tecnologia di Kranzberg : “La tecnologia non è né buona né cattiva; né è neutro. ” Questa crisi mi ha mostrato che quando le persone sfruttano Internet, può emergere del bene.

La domanda cruciale che rimane è cosa succederà quando la crisi sarà alle nostre spalle? Come cambieranno le cose? Le persone soccomberanno ai vecchi comportamenti? Si dice che la storia abbia dimostrato che le crisi sono spesso punti di svolta che influenzano il cambiamento globale. Ci saranno molte lezioni da questa crisi – lezioni da cui spero impareremo. Tutto ciò per cui abbiamo lottato prima della pandemia è ancora più importante ora. Dobbiamo ancora rendere GAFA responsabile. Dobbiamo ancora proteggere la nostra privacy – dai governi e dalle società private a scopo di lucro – ora più che mai, poiché queste entità acquisiscono un ruolo ancora più importante nelle nostre vite. Il tracciamento dei contatti assume una prospettiva completamente nuova quando viene utilizzato oltre il periodo di crisi. Cerchiamo di non essere compiacenti.

Ma questa è anche un’opportunità, la nostra da cogliere per garantire che la tecnologia amplifichi la democrazia anziché soffocarla. Questa crisi ha mostrato tutto ciò che è possibile quando le persone si uniscono per combattere un nemico comune. Trasformiamo Internet in ciò che John Perry Barlow ha immaginato che fosse. Questa è la nostra occasione.

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