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Pec gratuita, come possiamo attivarla?

Pec gratuita, come possiamo attivarla?

PEC gratuita, cos’ è e come attivarla

Dal 30 giugno 2013 la PEC (https://it.wikipedia.org/wiki/Posta_elettronica_certificata) è obbligatoria per tutte le imprese e ditte individuali, le quali devono depositare almeno un indirizzo PEC al Registro delle Imprese. La PEC il cui boom non ha mai avuto luogo serve per comunicazioni telematiche certificate. Non è la casella mail da usare per questioni private o uso quotidiano. Principalmente è uno strumento di lavoro e di interfaccia con la pubblica amministrazione.

pec

Non servono particolari software per utilizzarla in quanto tutti i più comuni client di posta (Outlook ecc..) la supportano. Inoltre, come una normale Gmail può essere gestita da browser. Solo in alcuni casi sono disponibili abbonamenti validi per i device mobili e forse per questo lo strumento non ha ancora preso molto campo. La PEC è importante perchè certifica l’identità di chi scrive e di chi riceve avendo la stessa funzione della raccomandata con ricevuta di ritorno. Il suo utilizzo è quindi specifico in caso di comunicazioni che hanno bisogno di essere conservate e certificate.

Come aprire una PEC

Per l’apertura di una casella PEC ci si può rivolgere solo ad aziende private che forniscono servizi in abbonamento. Nonostante in passato ci fosse la possibilità di provare la posta certificata tramite un servizio pubblico (INPS e altri), l’unico modo che abbiamo per accedere al servizio senza pagare è quello di sfruttare i mesi gratuiti di prova che offrono alcuni siti.

Siti per provare una Posta Certificata Elettronica gratuita

  • Register.it. Un servizio low cost che possiamo provare è quello di Register.it. L’ offerta è di 2 GB di spazio personale con sei mesi di prova gratuita. Al termine del periodo di prova il servizio costa 2,08€ al mese.
  • Legalmail. Offre a tutti gli utenti sei mesi di prova gratuita senza impegno.
    Alla fine del periodo promozionale la PEC verrà a costare 25€ più IVA all’anno per il piano base con 5GB di spazio nella casella. Inoltre propone tanti altri servizi aggiuntivi che la rendono competitiva.
  • Aruba. Uno dei provider più utilizzati. Offre la PEC di base al costo molto basso di 5€ all’anno (più tasse).
    Se dobbiamo aprire una PEC e dobbiamo utilizzarla a lungo, pagare solo 5€ all’anno è decisamente un buon affare. Limitazioni evidenti del prodotto sono lo storage di solo 1GB e l’assenza di servizi aggiuntivi di rilievo.
  • Kolst. Provider molto affidabile fornisce PEC con servizi aggiuntivi al prezzo di 5€ all’anno (escluse tasse). Anche questa casella ha solo 1GB di spazio. In compenso è compreso il servizio di email alert, la possibilità di ricevere anche email normali ed un antivirus.
  • Postecert. Poste Italiane offre un servizio PEC riservato agli utenti interessati ad una casella di posta elettronica certificata sicura e di qualità. Postecert parte da un costo di 5,50€ all’anno più IVA. Il servizio base prevede solo 100MB di storage e invii limitati. I servizi aggiuntivi comportano costi maggiori.
  • Mail Pec. Il servizio offerto da Libero ha un costo di 9,90€ all’anno e include una casella PEC con 1 GB di spazio, invio illimitato, sicurezza e qualità del servizio.

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Content creation per promuovere la tua azienda

Content creation per promuovere la tua azienda

La content creation, orientata al target individuato dopo ricerche online, è fondamentale per il tuo business

Hai mai pensato di aggiornare costantemente il tuo sito web? Pensi che la stagnazione paghi lo stesso online in quanto hai già una vetrina? Niente di più errato. Google infatti penalizza i siti meno curati e aggiornati. Come possiamo evitare questo tipo di penalizzazione? Sicuramente con un’adeguata content creation .

content creation

Content Creation e Content Curation

La content creation è lievemente diversa dalla content curation. Per content curation infatti si intende la raccolta di contenuti già esistenti, sfruttati con tag o link sui social o sul sito web, e riproposti per il tuo audience di riferimento. Se ad esempio la tua ditta si occupa di aspirapolveri sarà fondamentale riproporre articoli esterni o post sulle nuove tecnologie per l’housekeeping, facendo poi presente con contenuto ad hoc che i tuoi prodotti lo possiedono già. Come dicevamo però per essere alti nelle ricerche di Google occorre creare contenuto e per questo viene sempre consigliato di aprire una sezione blog. Che si tratti di azienda hi-tech o hotel o ristorante il trucco è il medesimo, dobbiamo creare contenuti.

content creation

Le carattaristiche del contenuto

Ecco di seguito le linee guida per la Content Creation:

  • Testo accattivante, originale o comunque non troppo scontato
  • Contenuto basato sull’audience individuato tramite strumenti di analisi sul web. O in alternativa su un audience scelto senza ricerche specifiche ma con contenuti sempre coerenti.
  • Contenuto non eccessivamente lungo. Sia che si parli di video o di testo è sempre bene mantenere alta l’attenzione di chi ci visita con ritmi serrati e contenuti utili e senza orpelli eccessivi.
  • Multimediale e collegato ai social. Il testo da solo nella sezione blog del tuo sito non sarà mai efficace come l’abbinamento fra testo, immagini, video e contenuti social.

Conclusioni sulla Content Creation

Se hai un sito e vuoi seriamente occuparti di promozione aziendale, non puoi evitare questo importante passaggio. Un lavoro che risulta anche divertente ma che non può essere svolto senza seguire le regole del gioco o con approssimazione.

Spesso commettiamo l’errore di non delegare ad esperti la cura del nostro sito concentrandoci nel resto dell’attività. Nardoniweb è leader nel settore della comunicazione web per le piccole e medie imprese e offre servizi di aggiornamento e consulenza a chi intende cimentarsi da solo.

Puoi anche leggere su questo tema:

https://www.nardoniweb.com/youtube-marketing-per-promuovere-unazienda/

https://www.nardoniweb.com/google-adwords-per-promuovere-la-tua-azienda/

Per ogni informazione puoi contattarci col seguente form.

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Google Adwords per promuovere la tua azienda

Google Adwords per promuovere la tua azienda

Promuovi la tua azienda tramite Google Adwords.

Se sei nuovo al marketing e alla promozione del tuo sito web, Google AdWords può sembrare qualcosa di difficile da comprendere. Uno dei più grandi malintesi su AdWords di Google è che è necessario spendere un sacco di soldi e tempo per renderlo utile, soprattutto se si è una piccola impresa con un budget limitato. In questo articolo, daremo un’occhiata a ciò che è AdWords di Google (https://it.wikipedia.org/wiki/Google_Ads).

Che cos’è Google AdWords?

AdWords è la piattaforma pubblicitaria online che aiuta le aziende a pubblicare annunci su Google e sulla sua rete pubblicitaria. Con Google AdWords, crei gli annunci per la tua attività e scegli quando verranno pubblicati. Ad esempio, puoi scegliere di visualizzare i tuoi annunci in alto fra i risultati di ricerca di Google. Non a caso, quando facciamo una ricerca, spesso ci imbattiamo nei link sponsorizzati preceduti dalla scritta “Ann” che sta per annuncio in cima alla lista dei risultati.

Queste sono le posizioni dedicate a chi effettua campagne Adwords su determinate Keywords.

Il concetto principale alla base di AdWords sono infatti le parole chiave. Quando crei un annuncio, selezioni le parole chiave che vuoi scegliere come target. Queste parole chiave sono ciò che fa scattare Google a visualizzare il tuo annuncio quando qualcuno invia una ricerca su Google.

Ovviamente esistono strumenti interni a Google per cercare le parole chiavi più efficaci, più o meno costose e adatte ai tuoi contenuti.

Oltre a primeggiare nelle ricerche con Adwords puoi apparire su siti a tema con l’argomento ricercato. Tanti siti sono infatti iscritti al programma gemello Adsense grazie al quale monetizzano e mostrano la tua campagna Adwords sul loro sito web.

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Integra Adwords con un sistema integrato di comunicazione online

Benchè non sia garanzia di successo Adwords è fondamentale nel tuo progetto di comunicazione sul web. Assieme ad altre campagna pubblicitarie come Facebook Ads porterà più visualizzazioni e possibilità di conversione.

Adwords rientra fra i metodi di promozione aziendale online come abbiamo spiegato già in altri articoli vedi https://www.nardoniweb.com/youtube-marketing-per-promuovere-unazienda.

Nardoniweb si occupa di consulenza mirata per piccole e medie imprese che hanno l’ambizione di crescere sul web. Non esitare a contattarci per scegliere il piano comunicazione web completo adatto a te o pianificare campagne adwords efficaci.

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SITO RESPONSIVE PER TABLET E CELLULARI

SITO RESPONSIVE PER TABLET E CELLULARI

SITO RESPONSIVE PER TABLET E CELLULARI

Se avete intenzione di creare un sito web sicuramente conoscerete il tema. Sempre più persone navigano da tablet e cellulare per questo dobbiamo avere siti facilmente fruibili da questi device. Un sito responsive è la chiave del successo.

RESPONSIVE WEB DESIGN

Il responsive web design è una tecnica di web development che permette al sito internet di adattarsi alle dimensioni dello schermo dell’utente. Ciò rende il sito fruibile da qualsiasi dispositivo sia smartphone, tablet o desktop.

Con la continua ascesa dei device mobili questa tecnica si è resa fondamentale per chiunque si avvicini alla creazione di un sito. E’ fondamentale garantire la fruibilità di immagini e testi, il tutto con una navigazione scorrevole. Il rischio che altrimenti andiamo ad affrontare è l’abbandono del sito da parte del visitatore.

Il sito deve essere un luogo accogliente. Ricordiamoci che oltre alla perdita di un potenziale cliente rischiamo di compromettere l’immagine del nostro marchio (brand reputation https://www.nardoniweb.com/come-aumentare-la-brand-reputation/).

PERCHE’ E’ IMPORTANTE?

  • Google. Il motore di ricerca leader nel mondo favorisce infatti i siti responsive e ben ottimizzati in chiave seo.
  • L’esperienza dell’utente. Tutti gli elementi del sito web devono essere studiati per visualizzare chiaramente pulsanti, icone e contenuti. Un sito non responsive scoraggia il visitatore. Basti pensare al fastidioso doppio click su schermo touch che ancora troppo spesso dobbiamo fare per ingrandire le immagini di siti non responsive.
  • Brand reputation. Essere riconosciuti come un brand al passo coi tempi che si cura del proprio pubblico aumenta la reputazione sul web e la futura customer satisfaction.

sito responsive

IN CONCLUSIONE

Il responsive web design è un must have come dicevamo. Non si può considerare una tendenza essendo lo sviluppo di questa tecnica all’inizio di una rivoluzione in atto. Infatti l’aumentare dei bundle dati forniti dalle compagnie telefoniche e lo sviluppo di reti veloci come il 4.5G e il 5G porta sempre più utenti ad abbandonare i tradizionali metodi di fruizione di internet.

Se sei interessato a metterti al passo coi tempi e saperne di più contatta il nostro team.

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Privacy by default

Privacy by default

Privacy by default e GDPR

Il precedente articolo si intitolava “Privacy by design e GDPR“. Adesso parleremo del tema previsto dall’art. 25, par. 2 del GDPR: la privacy by default.

Nell’articolo intitolato “Accountability, la novità più grande del GDPR“, abbiamo detto che privacy by default significa che proteggere i dati debba essere la regola predefinita. Infatti in italiano questa tipologia di privacy viene tradotta con: protezione dei dati per impostazione predefinita. Quindi, devono essere raccolti solo quei dati personali necessari per la specifica finalità. Ciò in conformità a quanto stabilito dal principio di minimizzazione

Raffronto tra privacy by design e privacy by default

Grazie alla privacy by design:

  1. si consente ai consumatori di avere una totale consapevolezza di come i loro dati siano tutelati;
  2. i consumatori possono facilmente gestire i propri dati.

Quindi, in quest’epoca di innovazione tecnologica, attuare bene la privacy by design permette alle aziende di avere un vantaggio competitivo rispetto ai propri competitor. Difatti, i consumatori si sentiranno maggiormente tutelati da una privacy by design attuata bene.

Grazie alla privacy by default:

Il titolare del trattamento deve adottare tutte quelle misure tecniche e organizzative che garantiscano che i dati siano trattati per impostazione predefinita. Ciò in modo che siano rispettati contemporaneamente e parallelamente i principi di necessità e di finalità del trattamento. Tutti i dati registrati in banche dati sono della natura e delle specie più diverse. Probabilmente tutti questi dati sono trattati, registrati e conservati per finalità diverse. Privacy by default significa che tutti questi dati dovranno essere trattati a seconda delle diverse finalità di trattamento, nel rispetto del principio di necessità. Anche qui, questo obbligo vale per una serie di elementi:

  • la quantità di dati raccolti;
  • la portata del trattamento;
  • il periodo di conservazione;
  • l’accessibilità.

Il GDPR stabilisce poi che: “per impostazione predefinita non possono essere resi accessibili dati personali a un numero indefinito di persone fisiche senza l’intervento di una persona fisica”. Quindi in questo caso sono vietati gli automatismi.

Cosa accomuna il principio di privacy by design con il principio di privacy by default?

In comune queste due tipologie di privacy, hanno la possibilità di poter utilizzare le certificazioni previste dall’art. 42 del GDPR, come elemento per dimostrare di essere conformi ai requisiti previsti dal Regolamento. Tuttavia, la certificazione non riduce la responsabilità del titolare o del responsabile. Infatti rimangono in piedi i poteri di vigilanza dell’autorità di controllo, ossia del Garante.

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Il DPO (Data Protection Officer) nel GDPR

Il DPO (Data Protection Officer) nel GDPR

Il DPO (Data Protection Officer) nel GDPR

In due precedenti articoli abbiamo affrontato la tematica del titolare del trattamento dei dati. Adesso parleremo del DPO (Data Protection Officer), che è una figura che lavora a stretto contatto col titolare.

DPO e GDPR

La figura del DPO è regolata dagli artt. 37, 38 e 39 del GDPR. È un manager esperto della protezione dei dati. Deve avere una conoscenza trasversale e multidisciplinare: giuridica, informatica, ingegneristica ed economica. Se opera in ambito pubblico deve poi avere conoscenza delle procedure amministrative.

È sempre obbligatoria la presenza del DPO in un’organizzazione?

No. Ci sono casi nei quali è necessaria la presenza di un DPO. Ma in altri casi no. Sta al titolare il compito di verificare i requisiti a fronte dei quali è obbligatoria la designazione. Dell’obbligo di designazione del DPO troviamo dei riferimenti anche nelle linee guida. Tra i casi nei quali è previsto l’obbligo di dotarsi di un DPO troviamo le pubbliche amministrazioni

Qual’è il compito del DPO?

Sorvegliare la corretta applicazione del GDPR all’interno dell’organizzazione per la quale opera. Per questo promuove l’adozione degli strumenti di accountability. Strumenti, questi, di cui abbiamo già parlato in articoli precedenti:

  1. i registri delle attività di trattamento;
  2. valutazioni d’impatto dei trattamenti sulla protezione dei dati: l’art. 35, par. 2 del GDPR attribuisce al titolare del trattamento il compito di svolgere questa valutazione. Il DPO per questo articolo dovrebbe essere unicamente consultato in merito alla correttezza di questa valutazione. Tuttavia, nella pratica, quando è designato un DPO, è questo a fare la DPIA. Infatti quest’ultimo ha le competenze per capire come ridurre il rischio d’impresa e quindi fare una corretta valutazione d’impatto.
  3. elaborazione di modelli organizzativi;
  4. le certificazioni.

Legame tra Data Protection Officer e Titolare del trattamento

Il DPO deve relazionarsi col titolare del trattamento in quanto deve a lui rendere conto del suo operato. Il Data Protection Officer può essere sia una figura interna che una figura esterna all’azienda per la quale presta i suoi servizi. Nel caso sia un DPO interno, il GDPR lo tutela garantendogli indipendenza che lo mette al sicuro da eventuali dissapori che possono nascere col titolare del trattamento.

 

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