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L’amministratore di sistema

L’amministratore di sistema

L’amministratore di sistema

Ieri abbiamo visto la figura del responsabile esterno del trattamento. Oggi in un precedente articolo abbiamo parlato degli incaricati del trattamento. Adesso, vediamo l’amministratore di sistema.

Come avevamo infatti detto ieri, ci sono tre figure preposte al trattamento dei dati personali:

  1. il responsabile del trattamento;
  2. gli incaricati del trattamento (ossia chi opera sotto l’autorità del titolare e/o del responsabile del trattamento;
  3. gli amministratori di sistema.

Chi è l’amministratore di sistema?

L’amministratore di sistema è generalmente individuato in ambito informatico, nelle figure professionali finalizzate alla gestione e alla manutenzione di un impianto di elaborazione o di sue componenti. Il data base in buona sostanza.

Gli amministratori in molti casi sono concretamente considerati come veri e propri “responsabili” di specifiche fasi lavorative che possono comportare elevate criticità rispetto alla protezione dei dati. Esempi di queste attività tecniche sono:

  1. il salvataggio dei dati (backup/ recovery);
  2. l’organizzazione dei flussi di rete;
  3. la gestione dei supporti di memorizzazione;
  4. la manutenzione hardware.

Queste operazioni comportano infatti nella maggior parte dei casi, un effettivo accesso e una gestione di dati personali che viene pertanto a configurarsi esattamente alla stregua di un trattamento rilevante ai sensi di legge.

L’amministratore di sitsema nel GDPR

Questa figura non si trova all’interno del GDPR e, a differenza degli incaricati del trattamento di cui abbiamo già parlato, non è menzionato nemmeno nel Codice Privacy. A causa di ciò il Garante ha dovuto addirittura fare un provvedimento generale, ipotizzando quali siano i casi in cui sia necessario nominare un amministratore di sistema.

È almeno prevista una definizione tecnica?

La cosa strana è che non è prevista nemmeno una definizione tecnica di amministratore. Bisogna risalire al provvedimento del Garante a cui abbiamo fatto cenno poc’anzi per averne una.

Amministratori e art. 29 del GDPR

Come per gli incaricati che non erano previsti espressamente dal GDPR, anche nel caso degli amministratori possiamo riferirci all’art. 29. Infatti anche questi ultimi rientrano nella categoria di soggetti che devono agire sotto l’autorità e dietro la delega del titolare o del responsabile.

 

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Il responsabile esterno del trattamento

Il responsabile esterno del trattamento

Il responsabile esterno del trattamento

Il responsabile esterno del trattamento, è una delle figure preposte al trattamento dei dati personali. Queste sono 3 in tutto:

  1. Il responsabile del trattamento;
  2. Incaricati del trattamento (ossia chi opera sotto l’autorità del titolare e/o del responsabile del trattamento);
  3. Amministratori di Sistema.

Delle figure 2 e 3 parleremo nei prossimi articoli. Oggi ci soffermeremo solo sulla figura del responsabile.

Responsabile del trattamento (art. 28 GDPR)

Fino all’avvento del GDPR, quando si parlava del responsabile, ci potevamo riferire sia a quello interno che a quello esterno. Quello al quale si riferisce l’art. 28,fa però unicamente riferimento al responsabile esterno del trattamento. Questa è una assoluta assenza di chiarezza che fa nascere non pochi problemi nell’individuazione di questa categoria. Nel caso in cui l’art. 28 si riferisse non solo a quelli esterni, ma anche a quelli interni, allora anche altre parti del GDPR tratterebbero della tematica del responsabile.

Responsabile interno o esterno?

La domanda posta è più che legittima, considerando che il GDPR come abbiamo visto parla solo di quello esterno. Se prendiamo l’art. 4, par. 1, n. 8, qui viene data una definizione di responsabile del trattamento senza specificare se debba intendersi interno od esterno. Qui si dice che è:

la persona fisica o giuridica, l’autorità pubblica, il servizio o altro organismo che tratta dati personali per conto del titolare del trattamento.

Ma allora la domanda rimane: interno o esterno? Su questo punto l’Europa si è mossa in senso diverso rispetto all’Italia. Infatti a livello europeo si è sempre detto che la figura del responsabile sia solo esterna all’azienda, in quanto il responsabile non può essere alle dipendenze del titolare. Nel momento in cui il titolare attribuisse delle responsabilità a soggetti interni all’azienda, continuerebbe infatti a rispondere del loro operato in prima persona. Invece il responsabile esterno effettua il trattamento dei dati in conformità alle istruzioni impartitegli dal titolare, ma si assume le responsabilità delle sue azioni. Come dicevamo, in Italia la situazione è stata un po’ diversa perché si è sempre parlato sia di responsabile interno che esterno. Tuttavia come abbiamo visto all’inizio dell’articolo, con l’avvento del GDPR quello esterno è l’unica figura di responsabile regolamentata.

 

 

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Il processo decisionale automatizzato nel GDPR

Il processo decisionale automatizzato nel GDPR

Il processo decisionale automatizzato nel GDPR

Cos’è il processo decisionale automatizzato?

Il processo decisionale automatizzato è un meccanismo che assume decisioni in maniera automatica e quindi è riconducibile ad un software di assunzione delle decisioni. Quindi, come ha detto anche il GDPR in questi processi la decisione è assunta da un algoritmo, da un mezzo tecnologico, e non vi è l’intermediazione umana.

Collegamento tra processo decisionale automatizzato e trattamento dei dati

Come si può capire da quanto appena detto, si crea un collegamento tra questo processo ed il trattamento dei dati. Infatti i dati o sono:

  1. stati forniti dalle persone interessate;
  2. raccolti da programmi che monitorano i nostri comportamenti e spostamenti come i programmi di geo-localizzazione.
  3. stati raccolti basandosi su un trattamento di dati precedente che ha dato luogo ad una profilazione. Ad esempio possiamo parlare di un prestito che viene rilasciato sulla base del calcolo di un algoritmo, che si riferisce ad una precedente profilazione che è stata fatta dell’individuo, per capire ad esempio quale sia la sua affidabilità creditizia.

L’art. 22 par. 1 del GDPR

Questo articolo ci dice che:

l’interessato ha il diritto di non essere sottoposto a una decisione basata unicamente sul trattamento automatizzato, compresa la profilazione, che produca effetti giuridici che lo riguardano o che incida in modo analogo significativamente sulla persona.

Perché questo articolo vieta le decisioni basate unicamente su trattamenti automatizzati?

Perché possono crearsi effetti sulla libertà di opinione e di espressione, come anche effetti discriminatori, quali ad esempio l’esclusione dall’accesso a certi benefici.

L’art. 22 par. 2 del GDPR

Questo articolo legittima delle eccezioni al divieto posto dall’art. 22, par. 1 sul processo decisionale automatizzato. Infatti qui si dice che:

Il paragrafo 1 non si applica nel caso in cui la decisione:

a) sia necessaria per la conclusione o l’esecuzione di un contratto tra l’interessato e un titolare del trattamento;

b) sia autorizzata dal diritto dell’Unione o dello Stato membro cui è soggetto il titolare del trattamento, che precisa altresì misure adeguate a tutela dei diritti, delle libertà e dei legittimi interessi dell’interessato;

c) si basi sul consenso esplicito dell’interessato.

La lettera c) nel far riferimento al consenso esplicito, si riferisce ad un consenso consapevole. Questo significa che il titolare deve poter mostrare una documentazione che dimostri tale consapevolezza.

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Gli incaricati del trattamento

Gli incaricati del trattamento

Gli incaricati del trattamento

Ieri abbiamo visto la figura del responsabile esterno del trattamento. Oggi vediamo la figura degli incaricati del trattamento.

Come avevamo infatti detto ieri, ci sono tre figure preposte al trattamento dei dati personali:

  1. il responsabile del trattamento;
  2. gli incaricati del trattamento (ossia chi opera sotto l’autorità del titolare e/o del responsabile del trattamento;
  3. gli amministratori di sistema.

Chi sono gli incaricati del trattamento?

La figura degli incaricati è stata prevista già dal Codice Privacy, il quale all’art. 4, par. 1 , lett. h) li individua come:

le persone fisiche autorizzate a compiere operazioni di trattamento dal titolare o dal responsabile

Solitamente tra le persone fisiche designate ad essere incaricati, troviamo generalmente il personale dell’azienda. Essi effettuano materialmente le operazioni di trattamento dei dati personali, ed operano sotto la diretta autorità del titolare o del responsabile. Infatti, è l’incaricato che svolge il trattamento. Gli incaricati nell’ambito dell’organigramma privacy, si trovano sotto ai responsabili. Se pensiamo ad un Call Center, a porre in essere il trattamento non è il Call Center stesso, ma gli incaricati. Per questo, essi devono essere istruiti in modo adeguato rispetto a come effettuare il trattamento.

L’incaricato nel GDPR

Nel Regolamento non c’è la figura dell’incaricato. Tuttavia, l’art. 29 del GDPR stabilisce che:

Il responsabile del trattamento, o chiunque agisca sotto la sua autorità o sotto quella del titolare del trattamento, che abbia accesso a dati personali non può trattare tali dati se non è istruito in tal senso dal titolare del trattamento, salvo che lo richieda il diritto dell’Unione o degli Stati membri.

Questo articolo ci fa capire che le uniche attività di trattamento che possono essere svolte, sono quelle dei soggetti che operano sotto l’autorità del titolare o del responsabile, che siano stati incaricati o istruiti in tal senso. E nel dire ciò, troviamo una compatibilità con il disposto dell’art. 30 del Codice Privacy, il quale prevede espressamente con riferimento agli incaricati del trattamento, che:

le operazioni di trattamento possono essere effettuate solo da incaricati che operano sotto la diretta autorità del titolare o del responsabile, attenendosi alle istruzioni impartite.

Quindi, facendo un paragone tra questi due articoli, anche se il GDPR non lo dice espressamente, si può comunque dedurre che la figura dell’incaricato sia più che legittima.

 

 

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Come scoprire una chiamata anonima

Come scoprire una chiamata anonima

Ti è mai capitato di ricevere una telefonata da un numero anonimo o sconosciuto? Hai provato a rispondere o hai preferito lasciar perdere? Se non hai risposto, un motivo ci sarà. Preferisci non rispondere ai numeri sconosciuti, in quel momento non avevi il cellulare con te o altro. Sicuramente quel numero non potrai ricontattarlo e nemmeno puoi sapere l’identità di colui che ti ha cercato. Generalmente quando ricevi una chiamata anonima avviene per fini commerciali, oppure qualche persona che si diverte a farti uno scherzo, infine una piccola percentuale è un’azienda che ti contatta da un suo numero interno e vuole prenotarti un colloquio. Per quanto mi riguarda mi sono capitati personalmente il primo (per fini commerciali) e terzo caso (azienda interessata ad un colloquio).

Oggi possiamo riuscire a scoprire una chiamata anonima anche se non lavoriamo in un’agenzia di investigazione o per un corpo statale come polizia o carabinieri. Per quanto riguarda i telefoni fissi alcuni hanno un display che riescono a visualizzare il numero della chiamata in entrata anche se si tratta di un numero sconosciuto. Fare una chiamata anonima è molto semplice da telefono fisso basta anteporre il prefisso *67# prima del numero telefonico e da cellulare basta usare il codice #31# prima del numero da telefonare. Ora ti spiegherò come possiamo risalire all’identità del destinatario sconosciuto attraverso dei semplici programmi.

chiamata anonima

Uno dei migliori servizi è Whooming completamente gratuito. E’ un servizio italiano che permette di svelare il numero anonimo. Utilizza l’inoltro di chiamata, sia da linea fissa che da quella mobile, cioè dirotta la chiamata verso il numero di Whooming, che ne identifica l’autore. Il numero nascosto viene reso disponibile solo dopo 24 ore dalla chiamata ricevuta. Se vogliamo risultati immediati dobbiamo fare un abbonamento che costa 12,20 € per 3 mesi, 18,30 € per 6 mesi o 24,40 € per 1 anno. Whooming è un sistema molto compatibile sia con gli smartphone che con i classici cellulari privi della connessione internet. Non è necessario installare alcuna applicazione basta configurare la deviazione di chiamata. Per istallarlo vai sul sito ufficiale (whooming.com) e clicca sul pulsante bianco registrati gratis. Ora puoi scegliere se registrarti tramite la tua mail o accedere tramite il tuo account Facebook. Whooming invierà un messaggio di conferma d’iscrizione alla tua mail personale che hai scelto in fase di registrazione con una password temporanea. Poi clicca sulla voce vai al sito contenuta nel messaggio. Nella nuova pagina clicca sul pulsante accedi e compila il modulo di login inserendo l’indirizzo mail e la password, che hai ricevuto prima. Clicca nuovamente su accedi per completare la procedura di configurazione. Fornisci a Whooming il tuo numero telefonico selezionando il pulsante + aggiungi numero e poi prosegui.

Ora abilitiamo la deviazione delle chiamate. Le opzioni a disposizione sono due:

  • deviazione su numero occupato occorre spuntare la casella accanto alla voce deviazione su occupato e comporre un codice che varia di operatore in operatore. Ad esempio, per Tim, Vodafone e Wind il numero è **67*0694802015#;per Tre è **67*0694802015*11#. Scegliendo questa modalità, si potrà scoprire il numero anonimo solo rifiutando la chiamata;
  • deviazione su tutte le chiamate (praticamente il cellulare non squillerà più), bisogna spuntare la casella collocata accanto alla voce deviazione totale, comporre il numero **21*0694802015# ed avviare una chiamata. Successivamente, occorre fare clic sul pulsante prosegui.

Ora bisogna verificare se il servizio funziona, se abbiamo scelto deviazione su numero occupato, bisogna digitare il proprio numero (auto chiamarsi), altrimenti deviazione totale delle chiamate bisogna chiamare il proprio numero da un’altra utenza. Whooming ti comunicherà se il servizio funziona correttamente.

Quando ricevi una chiamata anonima da un privato basta rifiutarla e whooming invierà un messaggio sulla tua posta elettronica indicando il numero della persona che ti ha contattato. Mentre per la devizione totale delle chiamate non importa rifiutare la chiamate perché il numero sconosciuto sarà automaticamente deviato al servizio di whooming.

Il servizio a pagamento consente di beneficiare di alcuni vantaggi come la possibilità di far sentire il suono della linea libera ai mittenti delle chiamate anonime quando in realtà Whooming ne avrà già rintracciato il numero; la registrazione delle conversazioni intercettate da Whooming con annessa possibilità poi di scaricarle sul computer; notifiche sms, per ricevere un messaggio con il numero di chi ha chiamato. Queste funzioni sono utili in caso si deve ricorrere agli estremi di un reato.

Whooming è disponibile anche sotto forma di app per smartphone Android  e Iphone  in cui è possibile controllare la cronologia delle chiamate ricevute e gestire il proprio account da cellulare.

Se non vuoi più utilizzare il servizio whooming puoi disattivarlo digitando ##002# sul tastierino numerico del telefono e avviando una telefonata. Dopo aver composto e chiamato il codice apparirà un messaggio a schermo in cui sarai avvisato della disattivazione del servizio.

Ovveride è un altro strumento messo a disposizione dai gestori telefonici che consente di smascherare i furbetti delle chiamate anonime, mostrando sul display del telefono il vero numero della persona che sta chiamando. Questo servizio ha costi notevoli 30 € per 15 giorni. Puoi attivarlo tramite raccomandata A/R al tuo gestore telefonico allegando un documento d’identità valido oppure richiederlo on line tramite il sito del tuo gestore telefonico.

TrueCaller app gratuita che permette di bloccare le chiamate provenienti dai call center e operatori commerciali rintracciando i numeri di cellulare e linea fissa. Purtroppo il numero di cellulare viene condiviso con gli altri utenti e quindi diventa pubblico e facilmente rintracciabile.

Should I Answer? app gratuita per Android. Ha la stessa funzionalità del precedente TrueCaller tranne non permette la condivisione del proprio numero. Il suo database viene arricchito ogni giorno grazie alle segnalazioni degli utenti. Quindi la privacy è salva.

Smascherare la chiamata anonima è diventato un gioco da ragazzi!!!

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Come localizzare il telefono

Come localizzare il telefono

Hai comprato un cellulare di ultima generazione e hai paura di perderlo o smarrirlo? Oggi puoi localizzare il telefono a distanza usando il computer tramite il sistema GPS o la connessione internet attiva nel tuo cellulare. Puoi utilizzare questa funzione anche per seguire gli spostamenti dei tuoi figli, in caso non ti fidi quando escono di casa. Ricordati con i tuoi figli lo puoi fare, ma non con le altre persone perché puoi rischiare di prendere una denuncia per stalking o altro. L’unico problema questi sistemi sono un po’ limitati perché se il cellulare viene spento, rimossa la connessione Internet e levata la scheda SIM non è più localizzabile. Comunque non pensiamo al peggio!!!

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Partiamo dall’Iphone, in questi dispositivi è presente il servizio Trova il mio Iphone, servizio grauito offerto per i clienti Apple. E’ possibile emettere un suono, inviare messaggi o cancellare i dati in memoria. Per attivarlo vai su Impostazioni > ICloud > Trova il mio Iphone. Una volta attivato il servizio fai una prova da un qualsiasi computer connesso ad Internet collegandoti al sito Internet ICloud. Ti permette di trovare l’ultima posizione del tuo cellulare prima dello spegnimento. Una volta individuato puoi darli uno dei tre comandi a distanza:

  • emettere un suono: in caso il telefono è vicino
  • impostare modalità smarrito: rende sullo schermo un messaggio sulla schermata di blocco, in modo da fornire informazioni alla persona che dovesse trovarlo.
  • inizializzare l’iphone: elimina le informazioni presenti al suo interno.

Puoi rintracciare il tuo Iphone anche da un altro Iphone tramite sempre la app gratuita Trova il mio Iphone.

Mentre per localizzare un cellulare Android collegati al servizio Google Trova il mio dispositivo, anche in questo caso visualizzerà una mappa con l’ultima posizione trovata. Gli ordini che puoi impartire da remoto sono due:

  • riproduci audio: puoi far squillare il tuo smartphone per 5 minuti
  • attiva proteggi e resetta: imposta un codice di blocco che sarai l’unico ad esserne a conoscenza o elimina tutti i dati presenti nel tuo dispositivo.

Se non hai un computer ha disposizione puoi rintracciare il tuo smartphone scaricando l’app gratuita Find my device

 

Anche Windows Phone ha una funzione integrata, puoi trovarla qui autenticati con il tuo account Microsoft e clicca sulla voce Trova il mio telefono. Ora puoi decidere se bloccare il telefono con un codice, fallo squillare o cancellare tutti i dati nel telefono.

 

Soluzioni alternative in caso di telefono spento

Se il tuo smartphone è spento utilizza altre applicazioni come Cerberus per Android  comanda il dispositivo tramite SMS, riattiva automaticamente il GPS in caso di disattivazione, include una serie di funzione avanzate come lo spegnimento del cellulare, scattano foto ai ladri e molto altro ancora.

 

Se invece hai perso la speranza di ritrovare il tuo cellulare richiedi il blocco della SIM al tuo operatore, segnala il furto e blocca il codice IMEI, in modo da non far utilizzare il tuo smartphone su territorio nazionale.

 

Localizzazione di un figlio minore    

Come accennato all’inizio dell’articolo se vuoi localizzare il telefono di un figlio ti consiglio alcuni servizi per il parent control.

Mobile fence per Android: installare nel cellulare del controllore l’applicazione che si trova da Google Play Store registrati e attiva; invece nel controllato scarica sempre l’app e poi va su Aggiungi un figlio per collegare mobile fence nel dispositivo da controllare, inserisci i dati personali (nome, cognome, dati di nascita e sesso) e premi Aggiungi e Attiva per iniziare ad utilizzare l’applicazione. L’applicazione è gratuita per i primi 30 giorni poi si paga da 28,80 $ a 96 $ all’anno dipende quanti dispositivi si vuole controllare da un minimo di 3 ad un massimo di 5.

Find my device: collegati al sito web gestione dispositivi per Android inserisci username e password del tuo account Google associati al dispositivo da controllare e premi su Accedi, comparirà una mappa geografica dove controllare i suoi spostamenti.

Trova il mio Iphone (IOS): stessa procedura del precedente vai sul sito ICloud  inserisci email e password dell’ID Apple collegato al dispositivo da controllare. Visualizzerai una mappa geografica.

Trova il mio telefono (Windows Phone): vai alla pagina gestione dispositivi Microsoft fai l’accesso con l’account microsoft collegato al dispositivo, fai clic sul nome del dispositivo e sulla voce Trova il mio telefono.

Mi auguro di averti consigliato degli strumenti utili a cui puoi farne tesoro per localizzare il tuo telefono in caso di smarrimento e tenere sotto controllo un altro cellulare.

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