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Sicurezza Wifi: ecco come proteggere la tua rete domestica

Sicurezza Wifi: ecco come proteggere la tua rete domestica

Sommario: Possiedi un modem WiFi in casa? La sicurezza della tua rete domestica dovrebbe essere la priorità. Leggi la nostra guida per scoprire come controllarla.

In questo articolo parleremo di sicurezza rete WiFi e andremo a vedere come configurarla al meglio. Inoltre analizzeremo quali precauzioni prendere per essere al sicuro da eventuali attacchi informatici che possono violare la nostra privacy. Cominciamo!

La diffusione delle reti WiFi

Nell’ultimo decennio possedere una rete WiFi nella propria abitazione è diventato qualcosa di indispensabile, oggi ancor più dell’avere un numero di telefono fisso.

In particolare l’avvento prepotente degli smartphone e l’economicità delle tariffe, hanno cancellato la necessità di avere “il numero di casa”, essendo ormai raggiungibili ovunque e a prezzi accessibili direttamente dal nostro amico cellulare.

Il contrario è invece successo con le reti WiFi: lo sviluppo tecnologico ha accresciuto in maniera esponenziale il bisogno di rimanere sempre connessi. Dunque ad oggi possedere una connessione internet illimitata nella propria abitazione è diventato un vero e proprio bene primario (e non solo in casa: dai un’occhiata a questo articolo per scoprire i migliori modem portatili in circolazione sul mercato)

L’importanza di un Wifi sicuro

Quindi come abbiamo appena detto, tutti ormai hanno una rete WiFi in casa. Ma quanti invece sanno come proteggerla?

Infatti lo sviluppo tecnologico ha portato tanti benefici, ma anche nuove minacce da tenere in considerazione e che purtroppo invece molte persone sottovalutano pericolosamente. Essere sempre connessi rappresenta un rischio per la sicurezza WiFi, nonché la nostra privacy, che può essere, senza le giuste precauzioni, facilmente violata con conseguenze che vanno dal furto di dati sensibili fino al controllo di tutti gli apparecchi “Smart” presenti in casa, dal proprio pc fino al cancello di casa comandato via wifi dall’app sul proprio telefono.

Il router WiFi, o rete WLAN (Wireless Local Area Network) rappresenta lo snodo principale da cui la rete arriva e si dirama a tutti i nostri accessori che ci rendono connessi. È dunque nostro dovere e interesse creare una protezione WiFi e fare in modo che sia un fortino invalicabile per virus ed hacker, il muro di cinta della parte virtuale della nostra abitazione. Vediamo come.

Proteggere rete WiFi: i migliori consigli per la sicurezza

Andiamo ora ad illustrare una serie di accorgimenti che possono aumentare sensibilmente la WiFi sicurezza della propria rete domestica senza troppa difficoltà. Si tratta infatti di piccoli escamotage di immediata comprensione, che però sono assolutamente efficaci.

Cambiare le credenziali di accesso al pannello di controllo del proprio modem WiFi

Molti ignorano che, oltre alla password per accedere alla rete WiFi, esistono anche delle credenziali di accesso che non servono per connettersi alla rete WiFi, ma al pannello di controllo del modem stesso, per poterne modificare le impostazioni a piacimento. Inoltre spesso queste credenziali sono di default semplicissime, per permettere appunto all’utente di fare il primo accesso e cambiarle. Solitamente sono credenziali del tipo “Admin/Admin” oppure “Admin/1234”.

E’ dunque di fondamentale importanza cambiarle al più presto per aumentare la protezione Wlan e non lasciare una vera e propria autostrada di ingresso alla propria rete domestica.

Come accedere al pannello di controllo e modificare le credenziali

  • Per accedere al pannello di controllo del proprio modem il procedimento è semplicissimo: basta ricercare su Google il proprio indirizzo IP e inserirlo nella barra di navigazione web. Si arriverà così alla pagina del sopracitato pannello di controllo, dove verranno chieste username e password che, con ogni probabilità, saranno quelle default illustrate qualche riga fa.

Come modificare le credenziali di accesso al pannello di controllo

  • Una volta dentro, basterà andare a ricercare la sezione “Manutenzione” o “Amministrazione” per poter facilmente trovare l’impostazione “Cambia nome utente/Password”. A questo punto la cosa migliore da fare sarà quella di inserire credenziali personalizzate, che rispettino alcuni accorgimenti come quello di usare password che contengano numeri, maiuscole, caratteri speciali ed una lunghezza adeguata. Vedremo meglio questo passaggio nel prossimo paragrafo.

Cambiare la password di default per la sicurezza della connessione wifi

Uno dei più grandi errori che possono essere fatti in termini di WiFi sicurezza è, oltre a quello di lasciare le credenziali di accesso alla gestione del modem di default, quello di lasciare anche la password di accesso al WiFi stesso di default.

Spesso queste, a differenza di quelle del pannello di controllo, sono chiavi di accesso anche complicate, ma pur sempre di default. Un eventuale hacker informatico potrebbe, soprattutto conoscendo il tipo di router che sta cercando di violare, risalire alla password di default ed entrare nella vostra rete dalla porta principale.

È dunque importante cambiare la password, ma come? Per una WiFi sicurezza massima, fondamentale è l’uso di una chiave a 24 caratteri, che includano l’uso di maiuscole, minuscole, numeri e anche qualche carattere speciale (# , * , ! , ?, ecc.). Leggi l’articolo dedicato per scoprire passo passo come cambiare la password del proprio modem.

Cambiare e nascondere il nome del SSID

Altro punto semplice, ma essenziale in ottica WiFi sicurezza è quello che riguarda il SSID, ovvero il nome con cui la nostra rete wifi viene rilevata da chi è nelle vicinanze. In questo caso la prima cosa che occorre fare è quella di cambiarne il nome nel caso contenesse:

  1. Il nome dell’operatore che fornisce il modem ed il suo numero di serie (Es. “Vodafone-1234567890”)
  2. Dati personali (nome, cognome, ecc.)

Un altro accorgimento che può tornare utile, ma che allo stesso tempo può anche rivelarsi una leggera seccatura è quello, nei modem dove risulta possibile (in alcuni router questa funzionalità si chiama SSID Broadcast), di nascondere la visibilità del SSID. In altre parole, solo chi conosce il nome esatto della rete sarà in grado di potersi connettere, mentre per tutti gli altri dispositivi la rete WiFi non comparirà nemmeno nell’elenco delle disponibili. Un piccolo trucchetto che regala quel tocco di protezione rete wifi in più alla propria connessione, ora “nascosta”.

Wifi sicurezza: Utilizzare il protocollo di sicurezza adatto

Ad oggi è normale impostare una password per la propria rete wifi domestica e, come abbiamo visto sopra, è importante che essa sia di un certo numero di caratteri, ricca di maiuscole, numeri e simboli. Tuttavia è necessario sapere che dietro alla password del WiFi c’è uno specifico protocollo di codifica e autentificazione che fa in modo che sia il più difficile possibile per un hacker rubare la password per accedere alla rete.

Nel corso degli anni si sono succeduti vari protocolli di codifica, sotto la sigla di WEP, WPA, WPA2 o WPS.

Non ci dilungheremo ora in complicate spiegazioni delle differenze tra i vari standard di codifica, ma basterà sapere che ad oggi WPA2 è il protocollo di gran lunga più sicuro sul mercato, nonché il più moderno.

Cronologicamente infatti si parte dal WEP, il primo ad essere inventato nel lontano 1997, e di conseguenza con diverse falle di sicurezza, soprattutto con il passare degli anni e con lo sviluppo tecnologico.

  • E’ stato quindi creato negli anni successivi, sempre partendo dall’architettura dell’apripista WEP, un nuovo protocollo di codifica, chiamato WPA, e dopo ancora il WPA2.
  • Oggi quasi tutti i modem di nuova generazione usano lo standard WPA2 di default, ma non nei router più datati. Inoltre spesso è  possibile impostare quale protocollo utilizzare. In questo caso, la scelta, come ho appena spiegato, deve ricadere sul WPA2.

Infine esiste un’altra possibilità di accesso alla rete WiFi, nei modem di nuova generazione, chiamata WPS. Non si tratta di un protocollo di codifica come gli altri, ma è pensato per snellire il procedimento di accesso alla rete, premendo un pulsante apposito sul router che consente di bypassare l’inserimento della password.

Il consiglio, nel caso in cui non fosse una funzionalità usata spesso, è quello di disattivare questa impostazione.

Come disattivare il WPS sul proprio modem wifi

Se, come detto precedentemente, non fate grande uso del tasto WPS sul vostro modem wifi, la soluzione migliore è quella di spegnerlo per evitare che un eventuale virus o hacker informatico ne faccia uso per entrare nella rete WiFi domestica.

  • Per fare ciò è necessario ancora una volta entrare nel pannello di controllo del router attraverso l’indirizzo IP e andare, come quando abbiamo illustrato i passaggi per il cambio delle credenziali di accesso, alla sezione “Manutenzione” o “Amministrazione”.
  • A questo punto basterà cliccare sulla sezione dedicata alle impostazioni wireless e disattivare la funzionalità WPS del proprio router.
  • A volte, nonostante il proprio modem supporti il WPS, l’opzione per disabilitarlo non compare nel pannello di controllo, bensì compare una voce relativa ad un PIN. In questo caso, basterà disattivare il PIN per poter spegnere anche la funzionalità WPS.

Componenti di sicurezza wifi aggiuntivi

Come proteggere la rete wireless ancora? Oltre ai protocolli precedentemente esposti, esistono componenti di sicurezza aggiuntiva che possono contribuire a rendere inespugnabile la propria rete wifi. Tra questi ricordiamo:

  1. L’IEEE 802.1X, un protocollo di sicurezza port-based che concede l’accesso agli utenti che cercano di stabilire una connessione solamente dopo l’approvazione e l’esaminazione da parte di un server appositamente dedicato alla funzione di verifica. Il server ricorre a un elenco, che viene impostato precedentemente, che chiarisce se il dispositivo che fa richiesta può ricevere il permesso di collegarsi alla rete wireless. Si tratta di un procedimento di autenticazione basato sull’EAP (Extensible Authentication Protocol), il quale supporta anche il WPA2. Quando WPA2 ed IEEE 802.1X lavorano insieme, si parla di WPA2-1X o WPA2/802.1X.
  2. Intrusion Detection System, dispositivi software o hardware (o a volte la combinazione di entrambi, sotto forma di sistemi stand-alone pre-installati e pre-configurati) utilizzati per identificare accessi non autorizzati ai computer o alle reti locali.
  3. Firewall, un modulo che si occupa di filtrare il traffico in transito dall’esterno. Grazie ad un firewall è possibile filtrare un gran numero di informazioni, ma esiste anche il rischio di rallentare la velocità della connessione e bloccare trasmissioni lecite, rendendolo uno strumento limitante, più che sicuro. Se hai un firewall attivo e pensi di avere una connessione troppo lenta, leggi questo articolo per scoprire come fare uno speed test della connessione.

Wifi sicuro con il filtro degli indirizzi MAC

Un altro valido alleato della propria privacy è il filtro degli indirizzi MAC. Di cosa stiamo parlando?

Un indirizzo MAC è un codice univoco presente in ogni dispositivo contenente una scheda ethernet o wireless che viene inserito dal produttore stesso. Nei modem che presentano questa impostazione è, dunque, possibile attivare un filtro di questi codici unici, che rendono così possibile l’accesso alla rete solamente ai dispositivi presenti nella lista filtro.

Come sta cambiando il modo di fare acquisti: dal digitale al cashback

Come sta cambiando il modo di fare acquisti: dal digitale al cashback

Cashback shopping: in che modo i clienti gratificanti attirano vendite aggiuntive

Lo shopping cashback è una tendenza in crescita nell’e-commerce: sta diventando un’alternativa popolare ai prezzi convenzionali.

I siti web di cashback premiano i clienti quando fanno acquisti online restituendo loro una percentuale di quanto spendono quando acquistano beni e servizi.

Fare acquisti mentre si guadagna denaro suona come un affare vantaggioso per i clienti . Ma per quanto riguarda le aziende? Lo shopping con rimborso è una forma di promozione relativamente giovane e popolare che vede milioni di consumatori in tutto il mondo acquistare da migliaia di rivenditori con conseguenti miliardi di dollari di entrate.

Marco Bertini, professore associato presso Esade, ei suoi coautori Prasad Vana (Tuck School of Business) e Anja Lambrecht (London Business School) rivelano perché gratificare i clienti fa bene agli affari e può generare vendite aggiuntive.

I ricercatori hanno analizzato più di 3,4 milioni di transazioni effettuate dai consumatori nei negozi di cashback . In media, un consumatore ha effettuato un totale di 45 acquisti in 36 giorni, ciascuno del valore di 305 dollari, e ha ricevuto un pagamento di rimborso in 12 giorni, ciascuno del valore di 51 dollari.

  1. I pagamenti di rimborso attirano acquisti aggiuntivi I
    pagamenti di rimborso aumentano la probabilità che i consumatori effettuino un acquisto aggiuntivo tramite il sito Web della società di rimborso.
  2. I pagamenti di rimborso aumentano la dimensione degli acquisti futuri I
    consumatori che ricevono pagamenti di rimborso non solo hanno maggiori probabilità di acquistare di nuovo dalla stessa azienda, ma una volta che lo fanno, aumentano la dimensione del loro acquisto futuro.

“La scoperta che i consumatori sono suscettibili alla promessa di risparmio è sorprendente perché i consumatori sono liberi di spendere i soldi in qualsiasi modo ritengano opportuno, e tuttavia scelgono di spenderli acquistando nuovamente dalla stessa azienda”, affermano gli autori.

Cashback shopping: una tendenza multimilionaria in crescita
La principale società di cashback negli Stati Uniti, Ebates , ha elaborato pagamenti di cashback per oltre 800 milioni di dollari a più di 10 milioni di consumatori da quando ha iniziato ad operare nel 1998.
Nel Regno Unito, Quidco ha elaborato più di 64 milioni di dollari di pagamenti in contanti ai suoi sette milioni di utenti registrati nel solo 2016 e ha facilitato vendite per quasi 1 miliardo di dollari per 4.300 rivenditori.

3 spiegazioni sul comportamento d’acquisto

Gli autori delineano tre possibili spiegazioni che portano i consumatori ad adottare questo comportamento di acquisto.

1. Soldi imprevisti

I dati suggeriscono una possibile spiegazione per questo comportamento: i consumatori percepiscono i pagamenti di rimborso come inaspettati. Questa percezione di centesimi dal cielo spiegherebbe perché i consumatori sono più propensi a spendere pagamenti di rimborso tramite la società di rimborso.

I consumatori percepiscono i pagamenti di rimborso come guadagni inaspettati

2. Dispositivo di pianificazione

Una seconda spiegazione è che i consumatori utilizzano i pagamenti cashback per programmare gli acquisti futuri . Una motivazione può essere finanziaria: i consumatori con problemi di liquidità posticipano la spesa fino a quando non ricevono pagamenti di rimborso e hanno più soldi a portata di mano.

3. Stato transitorio

Gli autori suggeriscono anche che i pagamenti di rimborso potrebbero innescare uno stato transitorio nei consumatori: “È possibile che i pagamenti di rimborso migliorino il proprio umore, o che i consumatori li percepiscano come atti di gentilezza e ricambino spendendo attraverso la società di rimborso. I pagamenti di rimborso possono avere una temporanea effetto sui clienti che aumenta la loro propensione all’acquisto e alla spesa “.

Delle tre possibili spiegazioni, gli autori propongono che quella più probabile sia la prima perché maggiore è il pagamento del rimborso, minori sono gli effetti. “Le persone spendono i guadagni inaspettati nella misura in cui appaiono piccoli cambiamenti privi di significato nella propria ricchezza. Man mano che i guadagni inaspettati crescono, è più probabile che vengano visti come beni e, quindi, più probabilità di essere salvati”.

Negozi generalisti: la scelta preferita

Un altro approfondimento della ricerca rivela che i pagamenti di rimborso influenzano il comportamento di acquisto in modo diverso a seconda del tipo di rivenditore.

“Una volta che i consumatori vengono premiati per i loro acquisti, sono più propensi a spendere i soldi loro restituiti in siti generalisti come i grandi magazzini e meno propensi a farlo in categorie come viaggi e servizi in abbonamento”.

Le società di rimborso sembrano in gran parte inconsapevoli degli effetti dei pagamenti di rimborso. L’analisi propone inoltre che le società di cashback possano aumentare i propri ricavi progettando promozioni che non solo attraggono un acquisto iniziale ma stimolano anche acquisti futuri.

Come arrivare in prima pagina su Google [Guida interattiva]

Come arrivare in prima pagina su Google [Guida interattiva]

Il posto migliore per nascondere un cadavere è nella seconda pagina di Google.

Probabilmente l’hai già sentito prima. È uno scherzo comune tra i SEO perché solo lo 0,78%  delle persone fa clic sui risultati nella seconda pagina di Google.

Scherzi a parte, ecco la realtà:

Se ti trovi nella seconda pagina o oltre, sei praticamente invisibile.

In questa guida, imparerai come risolverlo in 7 semplici passaggi e perché il posizionamento in prima pagina potrebbe non essere la risposta ai tuoi problemi SEO .

Prima di iniziare …

Questi non sono requisiti, ma per ottenere il massimo da questa guida – e avere le migliori possibilità di posizionarti nella prima pagina – il tuo sito web dovrebbe essere:

  • Mobile-friendly;
  • Caricamento veloce;
  • Facile da usare (navigazione chiara, buona UX , ecc.);
  • Sicuro (ovvero HTTPS non HTTP );
  • Ben strutturato;
  • Privo di altri  problemi tecnici SEO .

Non solo alcuni di questi fattori diretti di ranking di Google, ma il processo di seguito sarà più impegnativo da eseguire se il tuo sito Web non è conforme allo standard.

Molti di voi probabilmente lo hanno già fatto, ma in caso contrario, è necessario scegliere una parola chiave per la quale si desidera classificare nella prima pagina di Google.

Proprio come sarebbe difficile aprire un negozio di varietà di successo dall’altra parte della strada rispetto a Walmart, è difficile posizionarsi sulla prima pagina di Google quando la concorrenza è agguerrita. Quindi il prossimo passo è capire il panorama competitivo, a partire da chi  ti trovi contro.

Per fare ciò, cerca la tua parola chiave e guarda la prima pagina dei risultati.

Se  provengono tutti da grandi marchi famosi e sei una startup di cui nessuno ha mai sentito parlare, arrivare alla prima pagina sarà piuttosto difficile, almeno nel breve-medio termine.

Ogni risultato proviene da un grande marchio: Macy’s, Nordstrom, Missguided, Boohoo, ecc.

Questo è un chiaro segno che coloro che desiderano acquistare un nuovo vestito vogliono farlo da un marchio noto e affermato. Posizionare una pagina da newdressbrand.com  tra questi risultati in qualsiasi momento presto sarebbe un ordine elevato anche per il SEO più intelligente .

Se non sei sicuro di chi siano i grandi marchi nel tuo settore, incolla la parola chiave nell’Explorer Parole chiave di Ahrefs , scorri verso il basso fino alla panoramica SERP e osserva la colonna Valutazione dominio ( DR ).

Come arrivare in prima pagina su Google

Ciò mostra la forza dei siti Web più importanti su una scala da 0 a 100.

Fondamentalmente, non tutti i grandi marchi hanno siti Web ad alta autorità, ma molti lo fanno. Ad esempio, puoi vedere che Missguided ha il DR più basso del gruppo qui a 70, ma è comunque super alto.

Puoi controllare come si confrontano con il tuo sito Web utilizzando questo tool

https://ahrefs.com/website-authority-checker

Come arrivare in prima pagina su Google

Ogni risultato proviene da un grande marchio: Macy’s, Nordstrom, Missguided, Boohoo, ecc.

Questo è un chiaro segno che coloro che desiderano acquistare un nuovo vestito vogliono farlo da un marchio noto e affermato. Posizionare una pagina da newdressbrand.com  tra questi risultati in qualsiasi momento presto sarebbe un ordine elevato anche per il SEO più intelligente .

Se non sei sicuro di chi siano i grandi marchi nel tuo settore, incolla la parola chiave nell’Explorer Parole chiave di Ahrefs , scorri verso il basso fino alla panoramica SERP e osserva la colonna Valutazione dominio ( DR ).

Ciò mostra la forza dei siti Web più importanti su una scala da 0 a 100.

Fondamentalmente, non tutti i grandi marchi hanno siti Web ad alta autorità, ma molti lo fanno. Ad esempio, puoi vedere che Missguided ha il DR più basso del gruppo qui a 70, ma è comunque super alto.

Puoi controllare come si confrontano con il tuo sito Web utilizzando questo tool

https://ahrefs.com/website-authority-checker

In generale, più basso è questo numero rispetto ai risultati attuali della prima pagina, più sarà difficile classificarlo.

È importante rendersi conto che Google classifica le pagine Web, non i siti Web.

Ad esempio, classifichiamo nella prima pagina “dove trovare i backlink” e “dove acquistare i backlink” con due diverse pagine.

Ora, la pagina che desideri classificare su Google potrebbe essere la tua home page, ma non deve essere così. Può essere qualsiasi pagina. Assicurati solo che si allinei con l’intento di ricerca (ad esempio, è il tipo di contenuto che Google vuole  classificare per la tua parola chiave target).

Come lo controlli? Confrontalo con ciò che è già in classifica nella prima pagina.

Avrai un tempo più semplice se la tua pagina si allinea con le tre C dell’intento di ricerca, che sono:

  1. Tipo C ontent ;
  2. C ontent formato ;
  3. C ONTENUTO angolo

Dividiamoli.

Tipo di contenuto

Questo è il “tipo” più comune di contenuti nei risultati di ricerca. Di solito sarà uno di questi:

  • Post sul blog;
  • Pagina del prodotto (una pagina relativa a un singolo prodotto);
  • Pagina della categoria (una pagina che mostra più prodotti);
  • Pagina di destinazione (una pagina che lancia un prodotto o un servizio)

Puoi avere un’idea del tipo di contenuto dominante guardando i titoli delle pagine e gli URL.

Ad esempio, possiamo vedere che tutte le pagine in classifica per “come fare i pancake” sono post sul blog …

Formato del contenuto

Questo è il “formato” dominante tra le pagine di maggior rilievo. Si applica principalmente a quando stai cercando di classificare i contenuti informativi. Quelli comuni installati:

  •  How-to” Guida
  • Tutorial passo-passo
  • Pubblico Elenca
  • Pezzi d’opinione
  • , pacchetti
  • Confronti

Guardando di nuovo le ricette dei pancake, possiamo vedere che “come fare” è il formato di contenuto prevalente …

Angolo di contenuto

Questa è l’angolazione più comune tra le pagine di primo livello. È più difficile da quantificare rispetto a tipo e formato, ma essenzialmente è l’ USP dominante del contenuto della prima pagina.

Ad esempio, quasi tutte le pagine che si classificano come “suggerimenti per i blog” sono rivolte ai blogger principianti.

Avere contenuti che si allineano con l’intento di ricerca non è sufficiente. Deve anche essere meritevole di un posto nella prima pagina, in cui Google mira a mostrare i risultati più pertinenti e utili.

Come ti assicuri che i tuoi contenuti sono adatti al conto?

Coprendo tutte le cose che vogliono sapere e si aspettano di vedere.

Ad esempio, supponiamo che tu voglia classificare il termine “migliori marchi di orologi”.

Dall’analisi dell’intento di ricerca è chiaro che è necessario scrivere un post di blog in stile elenco che si concentra fortemente sui marchi di lusso.

Forse hai già un post come questo, ma è davvero all’altezza? Parla di tutti i marchi e le categorie di orologi che gli utenti vogliono conoscere?

Il modo più semplice per rispondere a questa domanda è confrontare la tua pagina con i risultati attuali più importanti.

Ad esempio, se si guardano i risultati migliori per “i migliori marchi di orologi”, si vede che tutti citano Rolex.

Questo è uno dei marchi che vorrai menzionare, se non l’hai già fatto.

Ora, questo è un esempio ovvio, ma alcuni altri marchi meno ovvi menzionati nelle pagine di alto livello previsti:

  • Giorno, annuale;
  • Chopard;
  • Omega;
  • Cartier

Citando questi, non solo dai agli utenti ciò che vogliono e si aspettano di vedere, ma aumentiamo anche la pertinenza dei tuoi contenuti agli occhi di Google.

Premi “Mostra parole chiave” e visualizza le domande per cui una o più di quelle pagine sono classificate.

Ancora una volta, non visualizzato questo come un elenco di parole chiave. Consideralo come una visione di ciò che le persone vogliono vedere quando digitano questa parola chiave in Google.

In questo caso, vediamo cose come:

  • marchi di orologi svizzeri;
  • orologi svizzeri di lusso;
  • marchi di orologi meccanici;
  • marchi di orologi francesi

Quindi vorrai assicurarti di parlare di queste cose nel tuo post e potrebbe anche avere senso usarne alcune come sottotitoli.

I backlink sono un importante fattore di classifica. Google non solo ci ha detto  questo, ma praticamente ogni studio del settore ha trovato una relazione positiva tra traffico di ricerca organico e backlink.

Questo include il nostro studio  di quasi un miliardo di pagine.

Quindi più backlink di alta qualità hai, maggiori sono le tue possibilità di posizionarti sulla prima pagina di Google.

La domanda è: come fai a sapere di quanti backlink hai bisogno?

Ecco la verità:

Non c’è modo di capire un numero definitivo perché non tutti i backlink sono creati uguali. Ma possiamo ottenere una stima approssimativa.

Per fare ciò, vai a Explorer Parole chiave di Ahrefs , cerca la tua parola chiave target target, quindi guarda il numero nella frase sotto il punteggio Difficoltà parola chiave.

Questa è una stima molto approssimativa, quindi prendila con un pizzico molto grande di vendita.

Per ottenere un preventivo un po ‘più accurato, scorri verso il basso fino alla panoramica SERP e guarda la gamma di domini di riferimento alle ultime pagine di primo livello.

Se osserviamo i risultati di “assicurazione auto”, vediamo che le pagine nella top 10 hanno tra 154 e 1.228 domini di riferimento (backlink da siti web unici).

Se facciamo lo stesso per “assicurazione auto a buon mercato”, l’intervallo è 24–434.

Pertanto, probabilmente avrai bisogno di meno backlink per classificarti nella prima pagina per “assicurazione auto a buon mercato” rispetto a “assicurazione auto”. E ancora meno in classifica per “assicurazione auto molto economica senza deposito”.

Puoi vedere quanti backlink ha già la tua pagina FAI CLIC QUI

Questo dovrebbe dirti approssimativamente quanto “recuperare” devi fare.

Detto questo, tieni a mente due cose:

  1. Questi intervalli sono tutt’altro che definitivi perché la quantità di collegamenti è solo una parte dell’equazione. Anche la qualità conta. ( Per esplorare questo aspetto in modo più approfondito, dai un’occhiata al rapporto Domini referenti per le attuali pagine di primo livello per vedere quale numero di siti Web che linkano ad essi sono di alta qualità.)
  2. La realizzabilità di questi numeri dipende dalle tue capacità di costruzione dei link  e dalla quantità di tempo e impegno che sei disposto a mettere in classifica questa pagina.

I backlink aiutano ad aumentare l ‘“autorità” di una pagina e le pagine ad alta autorità tendono a posizionarsi più in alto rispetto a quelle con scarsa autorità.

Questo è un fatto integrato nel modo in cui funziona l’algoritmo di Google. È anche qualcosa che abbiamo studiato.

Sfortunatamente, ci vuole tempo per posizionarsi sulla prima pagina su Google.

Quanto tempo? È difficile da dire. Tuttavia, quando abbiamo studiato due milioni di parole chiave , abbiamo scoperto che circa il 95% delle prime 10 classifiche aveva più di un anno.

Prima di andare nel panico, ciò non significa che ci vorrà sempre un anno o più per classificarlo. Se crei i contenuti giusti e investi in SEO , è spesso possibile raggiungere la prima pagina molto più velocemente, almeno per alcune parole chiave.

Ciò mostra la percentuale di clic media per i migliori risultati di ricerca di Google. Puoi vedere che le cose cadono abbastanza rapidamente dopo i primi risultati.

Puoi anche vedere che circa il 70% dei clic sulla prima pagina passa ai primi 3 risultati.

A causa di quanto sia estrema questa disparità, le pagine classificate nella metà inferiore dei risultati ottengono solo una piccola percentuale del traffico della parola chiave.

Per mostrare quanto sia drastica la differenza tra le classifiche, ecco il traffico medio verso ciascun risultato sulla prima pagina per una parola chiave con 10.000 ricerche mensili:

Questa è una bella differenza.

Quindi, mentre il posizionamento sulla prima pagina di Google è un buon punto di partenza, dovrai ottenere un posizionamento elevato per ottenere una quantità significativa di traffico.

 

 

Trucchi posizionamento sito web, come fare

Trucchi posizionamento sito web, come fare

Trucchi posizionamento sito web, alcuni consigli utili per primeggiare

I trucchi posizionamento sito web sono quanto di più interessante per chi vuole dare un’accelerata alle performaces di un sito. Non a caso avrai probabilmente già affrontato il tema di come adottare una Seo vincente per ottenere migliori risultati di ricerca su Google. In tal caso, ti sarà sicuramente familiare una parte di questi consigli.

Vediamo come affrontare la questione e dare una spinta al tuo sito web con risultati velocemente tangibili.

Trucchi posizionamento sito web, alcuni consigli

Ecco come far brillare un sito web con alcuni trucchi semplici da adottare.

  • Adottare una struttura semplice. Prima di tutto, un sito con una struttura semplice e intuitiva facilità l’esperienza dell’utente. Ciò crea un circolo virtuoso che ti aiuta anche nel ranking di Google. Quindi, organizza bene le sezioni del tuo sito per rendere i contenuti fruibili e gradevoli, sicuramente ne trarrai vantaggio.
  • Meta descriptions. Scrivere correttamente le meta descriptions può equivalere alla potenza di un annuncio a pagamento in termini di successo. Infatti, facendo chiarezza sui contenuti della pagina e incuriosendo gli utenti a cliccare sul link, potrai ottenere più traffico. Di conseguenza il tuo sito sarà anche più apprezzato dai motori di ricerca.
  • Crea una sitemap in formato XML. I motori di ricerca scansionano le sitemaps per verificare quali contenuti sono disponibili online. Ecco perché questa pratica è fondamentale. Inoltre, per chi usa WordPress adottare questo trucco di posizionamento è facilissimo. Infatti, basta installare un plugin come Google XML Sitemap o Seo by Yoast e il gioco è fatto.
  • Link building. Una link building efficace è fondamentale per l’autorevolezza di un sito. Fai in modo che il tuo sito venga apprezzato e linkato da altri tramite la creazione di contenuti veramente utili e originali. Allo stesso tempo, non dimenticarti di inserire link interni al tuo sito verso gli articoli (o prodotti) correlati al contenuto di una pagina.
  • Analizza attentamente i dati del tuo sito tramite tools come la Google Search Console e Seo Zoom. Grazie all’utilizzo di questi strumenti potrai infatti metterti alle spalle una buona parte della “concorrenza fai da te”.

Infine, non dimenticarti le classiche strategie Seo per una corretta ottimizzazione del tuo sito. Di fatto, per rendere efficace un trucco di posizionamento, è importante aver svolto correttamente il lavoro sul tuo sito a monte.

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Come migliorare il posizionamento su google maps

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Come migliorare il posizionamento su google maps, trucchi di Local Seo

Un buon posizionamento è fondamentale nelle ricerche locali. Infatti, grazie all’avvento dei devices mobili, la ricerca locale è diventata sempre più di vitale importanza. Capire come migliorare il posizionamento su Google Maps è dunque fondamentale per la tua attività.

Dopo l’apertura della scheda Google my Business il lavoro per promuovere la tua attività su Google Maps, facendo una corretta Local Seo è appena iniziato.

Come migliorare il posizionamento su Google Maps

Google prende in considerazione vari fattori per il ranking. A maggior ragione monitorare la presenza della tua attività su Google Maps è importantissimo. Come nel caso dei siti internet infatti, Google penalizza le schede su Maps poco movimentate o con meno recensioni. Vediamo dunque alcuni passi fondamentali per spiccare nelle ricerche.

  1. Inserisci tutte le informazioni possibili sulla tua azienda nelle apposite sezioni.
  2. Mantieni gli orari di apertura sempre aggiornati e considera la scheda su Google Maps un punto di riferimento. In pratica, nella sezione del tuo sito “dove siamo” è fondamentale linkarla in modo da integrarla ai contenuti della tua pagina web.
  3. Effettua la verifica della sede della tua attività. Ciò conferisce autorevolezza alla tua presenza su Maps e ti permette di spiccare nelle ricerche rispetto a chi non ha ancora compiuto questo passaggio.
  4. Gestisci con cura le recensioni. Nel mondo interconnesso le recensioni sono tutto. Rispondere alle recensioni è fondamentale. Soprattutto, è importante avere una corretta gestione dei reclami e comunque far sentire la propria presenza positivamente dando più feedback possibile a chi recensisce.
  5. Crea interazione con la tua presenza su Google. L’uso di tag di geolocalizzazione da parte degli utenti può aiutarti. Inoltre, puoi inserire in prima persona delle foto del posto (fondamentale per ristoranti) per aumentare ancora di più l’interazione da parte degli utenti.
  6. Collega le pagine social alla tua scheda Google Maps (Google my Business). Il tasso di engagement dei social influisce in percentuale bassa nel posizionamento su Google Maps ma anche questo fattore non va trascurato

In conclusione, non dimenticarti di essere costante nel tenere attiva la tua presenza su Google Maps, sicuramente la tua attività ne trarrà beneficio.

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